Casse, portafoglio 'diversificato' e stop a conflitti di interesse
Lo schema di decreto: sì a 'strutture organizzative professionali'.
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Gli Enti di previdenza privati e privatizzati “operano con trasparenza nel rispetto del principio della sana e prudente gestione, e perseguono esclusivamente l’interesse collettivo degli iscritti e dei beneficiari delle prestazioni erogate”, e “adottano politiche di adeguata diversificazione del portafoglio, finalizzata a contenere la concentrazione del rischio e la dipendenza del risultato della gestione da determinati emittenti, gruppi di imprese, settori di attività e aree geografiche”.
È quel che si legge nello schema di regolamento sugli investimenti delle Casse di previdenza del ministero dell’Economia, sentito il dicastero del Lavoro e la Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, che è stato trasmesso all’inizio di luglio a Palazzo Chigi per l’approvazione in uno dei prossimi Consigli dei ministri.
Le Casse, va avanti il documento, “anche in cooperazione tra loro, si dotano di procedure e di strutture organizzative professionali e tecniche” per effettuare le operazioni finanziarie.
Infine, gli organi di amministrazione degli Enti sono tenuti ad adottare “ogni misura ragionevole per identificare e gestire i conflitti di interesse, al fine di evitare che tali conflitti incidano negativamente sugli interessi degli iscritti o dei beneficiari”, laddove, si specifica, “sono considerati sia i conflitti relativi a soggetti interni all’Ente, sia quelli relativi a soggetti esterni al medesimo, in relazione allo svolgimento di incarichi da parte di detti soggetti per conto dell’Ente”.
Ansa
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