L'unione dei centristi sarebbe un errore.
Lo hanno già fatto, e hanno consegnato il paese alla destra.
In evidenza
Intervista a Riccardo Magi, leader di +Europa: “Il Terzo polo aiuta solo Meloni a rivincere. Oggi abbiamo un governo ultranazionalista ed antieuropeo proprio perché alle scorse elezioni c’è chi ha fatto la scelta terzista. Lo sforzo di +Europa è lavorare perché la spinta federalista e di sostegno all’Ucraina aggredita diventi maggioritaria dentro il campo largo, non fuori”
“Il Terzo polo aiuta solo Meloni a rivincere”. Riccardo Magi, leader di +Europa, non crede nel soggetto centrista che si sta ricreando attorno a figure come Carlo Calenda, Pina Picierno e Luigi Marattin. Anzi, a HuffPost spiega che “sto lavorando” a una casa unica “per coordinare tutte le realtà diverse di quest’area così da presentare una proposta comune nel centrosinistra, Matteo Renzi compreso”.
Magi, partiamo dalla foto del campo largo. Ci sono Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Lei no.
Ero stato informato da Schlein, ma devo dire che non è una novità: è lo stesso scatto già visto in altre occasioni, nello stesso formato. Mi sembra fisiologico: sono forze politiche più vicine tra loro.
Ma?
I presenti sanno benissimo che, a livello politico e quantitativo, quel formato non è sufficiente per vincere le elezioni e offrire un’alternativa al governo Meloni. Su questa consapevolezza deve avvenire il passaggio successivo, ancora rinviato, sui nodi politici. Se quella foto è un modo di eludere questo confronto, allora la foto è un errore. Ma non mi sembra sia così.
Ecco, quali nodi? Quali sono le vostre linee rosse?
La posizione sul conflitto russo-ucraino e la posizione sull’Europa. Più che largo, il campo deve essere europeo. Non perché è la nostra storia, ma perché oggi è questa la vera alternativa alla destra nazionalista di Meloni. Bisogna sposare appieno la prospettiva strategica europea: integrazione economica, politiche industriali ed energetiche, di sicurezza e di difesa.
Insomma, non possiamo considerare +Europa un futuro partito del Terzo Polo, giusto?
No, perché oggi abbiamo un governo ultranazionalista ed antieuropeo proprio perché alle scorse elezioni c’è chi ha fatto la scelta terzista. Chi aveva scelto quella strada in nome dell’agenda Draghi ha finito col mandare a Palazzo Chigi l’unica forza di opposizione a Draghi.
Ma le posizioni del fu Terzo polo erano e sono molto vicine alle vostre.
Non sto dicendo che anche oggi siamo soddisfatti dalle posizioni di Conte o di altri leader della foto, ma lo sforzo di +Europa è lavorare perché la spinta federalista e di sostegno all’Ucraina aggredita diventi maggioritaria dentro il campo largo, non fuori.
Insomma, ricreare il Terzo polo alle prossime elezioni sarebbe un errore?
Sì, ripeterebbe lo stesso errore del 2022. Consentirebbe a qualcuno di ammirare allo specchio la propria purezza politica, ma non darebbe un contributo al Paese. Ben più sfidante è lavorare al Primo polo, quello di governo, affinché sia un polo europeista, liberal democratico. Non diamo nulla per scontato, ma a settembre ne discuteremo con Schlein e gli altri. Rispetto a chi si considera più figo degli altri, noi preferiamo sporcarci le mani politicamente, lottando nel fronte progressita per rendere maggioritari i nostri punti cardine. Lo impone la posta in gioco.
I centristi sono egoisti?
Esiste un populismo di sinistra, uno leghista e di Vannacci, ma c’è il rischio di un populismo di centro, sviluppato da chi si chiude in un approccio iper identitario su alcuni temi. Serve, invece, cultura di governo. E poi diciamolo: nella sua concretezza il Terzo polo ha portato, con la candidatura di Calenda nello stesso seggio di Emma Bonino al Senato, alla vittoria di una meloniana anti-abortista (Lavinia Mennuni, FdI, ndr). Ancora nessuno si è scusato.
Altre Notizie della sezione
«Una foto non basta: per governare serve un programma vero».
18 Giugno 2026Parla Picierno Intervista alla vicepresidente del Parlamento Ue: «La differenza con il campo largo? Noi siamo partiti dai contenuti. Dalla difesa dell’Ucraina dipende il nostro futuro».
Tra Usa e Iran non è vero accordo, ma evita il rischio di un inverno senza petrolio
16 Giugno 2026Intervista con il direttore del Geopolitical Risk Observatory: "Il sollievo è grande per il cessate il fuoco e la ripresa dei traffici marittimi, ma un accordo complessivo resta molto, molto lontano. Trump si prende il ruolo di poliziotto del Medio Oriente, ma l’impressione è che non riuscirà a fare meglio di Obama”.
“Serve una nuova forza riformista”
09 Giugno 2026Marianna Madia, uscita dal Pd, invoca una terza gamba nel “campo largo un altro campo largo è possibil”.
