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Sondaggi, il pareggio gela le coalizioni

Centrodestra e campo largo al 42,5%: FdI primo partito, ma la nuova legge elettorale non garantisce il premio.

Sondaggi, il pareggio gela le coalizioni

Fratelli d’Italia primo partito, perfetta parità tra centrosinistra e centrodestra. È il quadro del sondaggio Emg per il Tg3 Linea notte con le intenzioni di voto in caso di elezioni oggi, 8 ottobre. Secondo l’ultima rilevazione, nella giornata in cui viene approvata la nuova legge elettorale, le due coalizioni sono appaiate al 42,5%. In calo il campo largo, che cede l’1,3%. Stabile il centrodestra.

Nel dettaglio, tra i partiti dell’attuale maggioranza, Fratelli d’Italia – guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni – è ampiamente leader con il 25,4%. Forza Italia è al 7,9%, mentre la Lega è al 7,5%. Noi Moderati si colloca all’1,7%. Nel campo progressista, il Pd della segretaria Elly Schlein è al 20,6%, seguito a distanza dal M5S che vale l’11,8%. Quindi Avs al 5,8%, Italia viva al 2,5%. +Europa all’1,8%. Fuori dalle coalizioni, Futuro Nazionale di Roberto Vannacci si attesta al 6,5%, in calo dello 0,2%. Il totale del centro è al 4,3% (+0,1%), con Azione di Carlo Calenda al 2,6% e il Partito liberaldemocratico all’1,7%. L’affluenza stimata si ferma al 64%. La fiducia nel governo è al 35% (7% molta, 28% abbastanza). I giudizi negativi sono il 65% (poca fiducia 22%, per nulla 43%).

Il pareggio e la nuova legge elettorale

Il sondaggio, con la parità ‘virtuale’ tra le coalizioni, diventa ancor più attuale se considerato in relazione alla nuova legge elettorale. Nella riforma si prevede il premio che scatta al raggiungimento di almeno il 42% dei voti. Se nessuna lista ottiene il 42% o se l’esito del voto assegna due maggioranze diverse tra Camera e Senato il premio non si attribuisce e per la ripartizione dei seggi vale il proporzionale puro. Tra le conseguenze, in tal caso, c’è quella che nessuno dei candidati delle liste circoscrizionali valide per il premio viene eletto. In sostanza, il premio consiste in 70 seggi alla Camera e 35 seggi al Senato. Se la coalizione che vince supera i 220 seggi alla Camera o i 113 seggi al Senato scatta il tetto e i seggi eccedenti vengono sottratti nella parte proporzionale.

Sondaggio Emg per Tg3 Linea notte – 8 ottobre 2026

Partito

Intenzioni di voto

Fratelli d’Italia

25,4%

Partito Democratico

20,6%

Movimento 5 Stelle

11,8%

Forza Italia

7,9%

Lega

7,5%

Futuro Nazionale

6,5%

Alleanza Verdi e Sinistra

5,8%

Italia Viva

2,5%

Azione

2,6%

+Europa

1,8%

Noi Moderati

1,7%

Partito Liberaldemocratico

1,7%

Altri partiti / centro

4,3%*

*Il 4,3% è il dato complessivo del centro indicato nella rilevazione: non va sommato nuovamente ad Azione e Partito Liberaldemocratico, già compresi nel totale.

Il confronto tra le coalizioni

Indicatore

Risultato

Centrodestra

42,5%

Campo largo

42,5%

Variazione campo largo

−1,3 punti

Variazione centrodestra

Stabile

Affluenza stimata

64%

Fiducia nel governo

35%

Sfiducia nel governo

65%

Analisi della situazione

Il dato politicamente più rilevante è il pareggio tra le coalizioni, proprio mentre viene approvata la nuova legge elettorale. Fratelli d’Italia conserva saldamente la leadership con il 25,4%, ma il vantaggio del partito di Giorgia Meloni non si traduce automaticamente in una vittoria del centrodestra. Il Pd, al 20,6%, resta distante, mentre il Movimento 5 Stelle si attesta all’11,8%.

Il centrodestra può contare su una maggioranza di governo compatta, ma il 42,5% lo colloca sulla soglia decisiva prevista dalla riforma. Il campo largo, pur arretrando di 1,3 punti, resta in partita. La partita elettorale è apertissima e il premio di maggioranza non può essere dato per scontato.

C’è poi la variabile Futuro Nazionale: il 6,5% attribuito alla formazione di Roberto Vannacci segnala un peso elettorale significativo fuori dalle coalizioni. La sua collocazione potrebbe incidere sugli equilibri del centrodestra, soprattutto se una parte di quell’elettorato non confluisse nell’alleanza.

Infine, il 35% di fiducia nel governo, contro il 65% di giudizi negativi, evidenzia una distanza tra il consenso al partito della premier e la valutazione complessiva dell’esecutivo.

La conclusione: Meloni mantiene la leadership politica, ma non dispone di un margine elettorale rassicurante. Con le coalizioni appaiate al 42,5%, ogni punto può diventare decisivo. E la nuova legge elettorale, anziché risolvere in anticipo la contesa, potrebbe trasformare la soglia del premio di maggioranza nel vero terreno dello scontro.

 

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