Più Europa, meno campo largo. Il partito si spacca sulla linea di Magi
Una mozione sostenuta da Della Vedova e Hallissey per chiedere un congresso contro la linea del segretario passa per 52 voti a 48.
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“Apriremo un confronto, ma non ci sono le condizioni per un nuovo congresso”, dice Magi. Giusto il dialogo, non l’appiattimento, risponde il fronte della contestazione
Si litiga in casa +Europa. E non è la prima volta. Nel partito che conta due parlamentari e una percentuale nei sondaggi che in questo momento non arriva al 2% ci si azzuffa sul futuro. Ad accendere gli animi è anche la collocazione del partito, “figlio” dei Radicali, nel campo largo. Cosa è successo? “Durante l’assemblea di domenica 19 sono venute a galla con forza tutte le vecchie ruggini”, ci dice una fonte interna al partito.
Durante l’incontro è stata respinta una mozione, quella del segretario Riccardo Magi. Ne è stata approvata un’altra, di cui si sono fatti promotori il presidente Matteo Hallissey e l’ex sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova. In quello che i più vicini a Magi definiscono “un blitz”, si reclama un congresso straordinario.
Secondo Magi però il congresso con le regole attuali non si può fare: “Apriremo sicuramente una fase di confronto per cambiare le regole statutarie, visto che la richiesta arriva da più parti – dice a HuffPost – ma al momento non ci sono le condizioni per la convocazione di un congresso straordinario, che lo statuto prevede solo in caso di dimissioni o sfiducia del segretario. Segnalo che nella mozione che è stata approvata non si dice alcunché sulla linea politica da tenere. A mio parere +Europa deve stare nel campo del centrosinistra, ovviamente con i suoi temi. Cercando di incidere sulla linea”.
Il passaggio sulle alleanze politiche non è casuale: un pezzo di partito ritiene la linea Magi “troppo schiacciata” sulle posizioni di Pd e M5s. “È giusto dialogare – è la tesi di questa fronda anti Magi – ma bisogna cambiare il modo di porsi”.
Quale sarà il punto di caduta di questo battibecco non si sa. “Ma – sostiene Hallissey, parlando con HuffPost – il congresso serve per arrivare alle elezioni con un partito più compatto. Se siamo il partito dello stato di diritto, bisogna celebrarlo. La nostra mozione non è illegittima”. La frattura persiste, ma i pontieri sono a lavoro per ricucire i dissidi. E la mano tesa di Magi a cambiare le regole del gioco va proprio in questo senso.
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