La Covip e le casse di previdenza
Il 10 giugno u.s. il Presidente della Covip ha presentato in Parlamento la relazione su Fondi pensione e Casse di Previdenza per il 2025.
In evidenza
Riporto quanto interessa direttamente le Casse di Previdenza.
«Le casse di previdenza
La vigilanza sulle casse di previdenza si inserisce in un articolato sistema di controlli, nell’ambito del quale ai Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Economia e delle Finanze è riconosciuta una competenza generale sugli enti.
I regimi previdenziali da queste gestiti si distinguono dalla previdenza complementare – che ha carattere volontario e svolge una funzione integrativa rispetto alla pensione di base – per il loro carattere obbligatorio e, nella maggior parte dei casi, per la funzione sostitutiva dell’Assicurazione Generale Obbligatoria.
In tale contesto si colloca l’attività della COVIP, cui è attribuito il compito di vigilare sugli investimenti delle risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio delle casse di previdenza. Tale funzione si esplica attraverso l’acquisizione strutturata di informazioni quantitative e della documentazione necessaria a effettuare le verifiche di competenza, nonché mediante accertamenti ispettivi.
Il patrimonio informativo che ne deriva consente all’Autorità di disporre di un quadro conoscitivo ampio e aggiornato e al suo Presidente di tenere informato il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali sugli aspetti di maggior rilievo. Alla fine del 2025, le attività complessivamente detenute dalle casse di previdenza ammontano, a valori di mercato, a 136 miliardi di euro, l’8,7 per cento in più rispetto all’anno precedente. Alla crescita ha contribuito, oltre che il saldo tra contributi incassati e prestazioni erogate, l’andamento positivo dei mercati finanziari e, in particolar specie, di quelli azionari.
Quanto alla composizione delle attività, tenendo conto anche delle componenti obbligazionaria e azionaria sottostanti gli OICVM detenuti, la quota più rilevante, pari al 36 per cento del totale, è costituita da titoli di debito; gli investimenti in titoli di capitale sono pari al 21,6 per cento. Rispetto al 2024 si registra una diminuzione di due punti percentuali per le obbligazioni a vantaggio delle azioni.
Continuano a essere cospicui gli investimenti immobiliari, ancorché in riduzione in termini percentuali, pari al 14,8 per cento del totale delle attività.
Gli investimenti nell’economia italiana (titoli di Stato, titoli emessi da soggetti residenti in Italia e immobili) ammontano a 52,3 miliardi di euro, il 38,4 per cento delle attività totali, stabile rispetto all’anno precedente.
Nell’ambito degli investimenti domestici, diventano predominanti i titoli di Stato: 17,1 miliardi di euro, il 12,6 per cento delle attività totali. Segue la componente immobiliare con 17 miliardi di euro; la percentuale sul totale dell’attivo, pari al 12,5 per cento, segna una diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al 2024.
Gli investimenti in titoli emessi da imprese italiane ammontano a 12 miliardi di euro, l’8,8 per cento delle attività, l’1,2 per cento in più sul 2024; di questi, 11,2 miliardi sono titoli di capitale e 882 milioni titoli di debito.
Nell’ambito dei titoli di capitale figurano quote del capitale della Banca d’Italia, sottoscritte da 12 casse per un controvalore complessivo di 1,9 miliardi di euro.»
(Fonte: Relazione per l’anno 2025 della Covip, Considerazioni del Presidente)
«I controlli sugli investimenti delle casse di previdenza
La COVIP esercita il controllo sugli investimenti delle risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio degli enti previdenziali di cui ai Decreti lgs. 509/1994 e 103/1996 (di seguito “casse di previdenza” ovvero “casse”) in attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 14 del Decreto legge 98/2011, convertito con modificazioni dalla Legge 111/2011.
Tale attività di controllo rientra in un più ampio sistema di vigilanza che coinvolge altre istituzioni, ciascuna con specifiche competenze, in quanto le casse di previdenza gestiscono contributi di natura obbligatoria ed erogano, nella quasi totalità dei casi, prestazioni previdenziali di primo pilastro. In questo ambito, la COVIP è tenuta a riferire ai Ministeri del lavoro e dell’economia (di seguito “Ministeri vigilanti”) gli esiti dei controlli posti in essere secondo le modalità contemplate dal DM Lavoro del 5 giugno 2012 (adottato in attuazione di quanto previsto dall’art. 14, comma 2, del Decreto legge 98/2011); detti Dicasteri se ne avvalgono per l’esercizio della loro generale competenza di vigilanza sulle casse di previdenza.
Il quadro normativo di riferimento per l’esercizio delle sopra richiamate competenze di controllo sulle casse di previdenza prevede inoltre – ai sensi dell’art. 14, comma 3, del Decreto legge 98/2011 come modificato dall’art. 1, comma 311, della Legge 197/2022 (Legge di bilancio per l’anno 2023) – la definizione, da parte dei Ministeri vigilanti, sentita la COVIP, di norme di indirizzo in materia di investimento delle risorse finanziarie, di conflitti di interessi, di depositario e di informazione nei confronti degli iscritti, nonché sugli obblighi relativamente alla governance degli investimenti e alla gestione del rischio. L’iter per l’adozione di tali norme di indirizzo non si è concluso.
In attuazione delle previsioni contenute nel DM Lavoro del 5 giugno 2012, il controllo della COVIP sugli investimenti delle casse di previdenza è esercitato in via ordinaria attraverso l’analisi delle informazioni e dei dati acquisiti ai fini della predisposizione dei referti da rendere annualmente ai Ministeri vigilanti. Le relazioni predisposte per ciascuna cassa di previdenza vengono trasmesse ai Ministeri vigilanti nella seconda metà dell’anno e prendono a riferimento la situazione in essere al 31 dicembre dell’anno precedente con riguardo alla composizione delle attività detenute, alla politica di investimento perseguita e ai relativi criteri di attuazione, all’articolazione del processo di impiego delle risorse disponibili e al sistema di controllo della gestione finanziaria.
L’acquisizione delle informazioni sulla gestione finanziaria attiene anche alle specifiche iniziative già adottate, in corso di realizzazione ovvero programmate con riguardo ai profili oggetto di rilievo nei referti precedentemente resi ai Ministeri vigilanti, anche ai fini di un compiuto aggiornamento di quest’ultimi. L’acquisizione dei dati patrimoniali, finanziari ed economici avviene mediante il sistema delle segnalazioni statistiche e di vigilanza (cfr. infra paragrafo 2.5) che consente di disporre di dettagliati e granulari elementi informativi sulla gestione finanziaria delle casse di previdenza, consentendone una più puntuale analisi.
Va evidenziato che nel 2025 la predisposizione dei referti ha tenuto conto anche delle relazioni trasmesse dal collegio sindacale delle casse di previdenza in risposta alla richiesta formulata dal Ministero del lavoro alla luce delle risultanze dell’indagine conoscitiva condotta dalla Commissione parlamentare di controllo sull’attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, in merito agli investimenti finanziari e alla composizione del patrimonio delle casse stesse e dei fondi pensione, anche in relazione allo sviluppo del mercato finanziario e al contributo fornito alla crescita dell’economia reale. Da tali relazioni non sono peraltro emersi, per i profili di competenza della COVIP, particolari elementi di novità rispetto al quadro informativo già nella disponibilità della stessa.
Unitamente all’ordinaria attività di rilevazione e analisi delle informazioni e dei dati funzionali alla predisposizione dei referti annuali, la COVIP effettua specifiche verifiche su richiesta dei Ministeri vigilanti o di propria iniziativa, anche mediante accertamenti ispettivi i cui esiti sono portati a conoscenza di quest’ultimi nell’ambito dei referti stessi.
Per quanto riguarda le prime, l’ambito tipico è rappresentato dalla documentazione interna che le casse di previdenza adottano al fine di disporre di una propria disciplina in materia di investimenti. Tale documentazione è infatti soggetta ad approvazione dei Ministeri vigilanti quando assume la forma di regolamento (ai sensi dell’art. 3, comma 2, lett. a) del Decreto lgs. 509/1994) ovvero a loro eventuali rilievi ove a essi è sottoposta in quanto recante criteri direttivi generali (ai sensi dell’art. 3, comma 3, del Decreto lgs. 509/1994). I Ministeri vigilanti possono quindi richiedere alla COVIP di fornire elementi utili per una compiuta valutazione finale, che rimane comunque di loro competenza.
In questi casi, stante anche la mancanza di precise indicazioni normative di riferimento, la COVIP ha orientato tale attività di controllo alla valutazione della complessiva coerenza delle scelte operate da ciascuna cassa nell’organizzare la gestione dei propri investimenti.
Con riferimento all’anno 2025, i Ministeri vigilanti hanno interessato la COVIP in relazione alle modifiche apportate da una cassa di previdenza ex Decreto lgs. 103/1996 al proprio regolamento dell’attività relativa agli investimenti mobiliari.
Relativamente alle verifiche attivate di propria iniziativa, nel corso del 2025 la COVIP ha portato a conoscenza dei Ministeri vigilanti le risultanze dell’accertamento ispettivo effettuato nei confronti di una cassa di previdenza ex Decreto lgs. 509/1994 al fine di verificare l’effettiva rispondenza dell’operatività finanziaria alla regolamentazione interna adottata in materia di investimenti.
L’analisi condotta sulle operazioni oggetto di approfondimento ha evidenziato in particolare l’inadeguatezza del documento che descrive la procedura operativa relativa alla gestione del patrimonio mobiliare. Tale documento, oltre a risultare una guida operativa piuttosto parziale e generica, configura il processo di investimento inerente alle due gestioni separate facenti capo alla cassa in termini (effettivamente riscontrati nell’attività esaminata) non conformi alle previsioni contenute nel regolamento sugli investimenti di cui la stessa è dotata.
Nell’ambito delle operazioni verificate è stata inoltre riscontrata un’attività di investimento/disinvestimento finalizzata soprattutto alla realizzazione delle plusvalenze maturate – in un’ottica di mero miglioramento del risultato annuale d’esercizio – ma ponendo in secondo piano l’obiettivo della convergenza al portafoglio strategico di riferimento, connessa invece a quell’orizzonte temporale di più lungo periodo tipico degli investitori previdenziali.»
(Mia annotazione: queste attività ispettive dovrebbero essere pubblicate nell’interesse degli iscritti, altrimenti finiscono in un cassetto).
«Gli investimenti delle casse di previdenza
7.1 La composizione degli investimenti
Sulla base dei dati provvisori disponibili per il 2025, il totale delle attività detenute dalle casse di previdenza si attesta a fine anno a 136 miliardi di euro, contro i 125,1 miliardi dell’anno precedente. Alla variazione hanno contribuito, oltre che il saldo tra contributi incassati e prestazioni erogate, l’andamento positivo dei mercati finanziari e, specie, l’aumento dei corsi dei titoli azionari (Tav. 7.1).
La composizione delle attività evidenzia in particolare che:
− i titoli di debito, complessivamente 26,8 miliardi di euro, aumentano di circa 100 milioni rispetto al 2024. Crescono i titoli di Stato, che si attestano a 21,9 miliardi, mentre diminuiscono gli altri titoli di debito, pari a 5 miliardi;
− i titoli di capitale aumentano da 10,4 a 14,2 miliardi di euro; l’incremento ha riguardato i titoli quotati, che si attestano a 11,6 miliardi, mentre rimangono stabili i titoli non quotati, pari a 2,6 miliardi;
− gli OICR salgono da 67,2 a 72,3 miliardi di euro; gli OICVM passano da 36,9 a 40,1 miliardi, mentre gli altri OICR da 30,3 a 32,2 miliardi, con una crescita sia dei fondi immobiliari (da 16,7 a 17,1 miliardi) sia di quelli di tipo mobiliare (da 13,6 a 15,1 miliardi);
− gli immobili detenuti direttamente restano stabili a 2,5 miliardi di euro.
Riaggregando le classi dell’attivo e tenendo conto degli investimenti in titoli di debito e di capitale effettuati tramite OICVM (Tav. 7.1, pannello inferiore) risulta che alla fine del 2025:
− gli investimenti immobiliari sono pari a 20,2 miliardi di euro (19,8 miliardi nel 2024); essi formano il 14,8 per cento dell’attivo, in calo di un punto percentuale rispetto al 2024;
− gli investimenti in titoli di debito ammontano a 48,9 miliardi di euro (47,7 miliardi nel 2024); rispetto all’anno precedente la loro incidenza sull’attivo è in diminuzione e pari al 36 per cento. Tra le diverse componenti, il 19,7 per cento è costituito da titoli detenuti direttamente o attraverso mandati di gestione; i titoli detenuti tramite OICVM formano il restante 16,3 per cento;
− gli investimenti in titoli di capitale sono pari a 29,4 miliardi di euro (24,2 miliardi nel 2024); rispetto all’anno precedente la loro incidenza sull’attivo è pari al 21,6 per cento, in aumento di 2,2 punti percentuali; aumentano i titoli detenuti direttamente o attraverso mandati di gestione (dall’8,3 al 10,4 per cento) mentre restano sostanzialmente stabili quelli detenuti tramite OICVM (pari all’11,2 per cento).
Nel quinquennio 2021-2025 l’evoluzione delle singole classi di attivo rispetto al totale (Tav. 7.2) mostra:
− l’aumento rilevante del peso degli altri OICR diversi dai fondi immobiliari, che nel 2025 raggiunge l’11,1 per cento del totale dell’attivo rispetto al 7,3 del 2021;
− la riduzione dell’incidenza degli investimenti immobiliari, comprensivi dei fondi immobiliari, che passano dal 18,3 per cento del 2021 al 14,8 del 2025.
Di seguito si descrivono con maggiore dettaglio le principali componenti dell’attivo.
Investimenti immobiliari. Gli investimenti immobiliari, comprensivi dei fondi immobiliari e delle partecipazioni in società immobiliari controllate dalle casse di previdenza, ammontano complessivamente a 20,2 miliardi di euro, in diminuzione di un punto percentuale rispetto al 2024 (Tav. 7.1, pannello inferiore).
Gli immobili di proprietà diretta ammontano a 2,5 miliardi di euro (di cui cespiti strumentali per 534 milioni). Nell’ultimo quinquennio la riduzione è stata di 1,2 miliardi in valore assoluto e di 1,7 punti in percentuale dell’attivo. Per localizzazione geografica, tali immobili sono situati tutti in Italia: nelle due maggiori città si concentra l’86 per cento dei cespiti, per il 90 per cento a Roma e per il 10 per cento a Milano. Le destinazioni d’uso prevalenti sono quella residenziale (36,8 per cento) e quella uso uffici (24,5 per cento).
Gli investimenti immobiliari delle casse di previdenza sono tuttavia costituiti in misura largamente prevalente da fondi immobiliari, per un ammontare di 17,1 miliardi di euro. L’82 per cento degli immobili sottostanti i fondi immobiliari è situato in Italia; la destinazione d’uso prevalente è in uffici (54,3 per cento), seguita da commerciale (16,4 per cento) e residenziale (12,8 per cento).
Completano il quadro degli investimenti immobiliari le partecipazioni in società immobiliari controllate dalle casse di previdenza, che ammontano a 587 milioni di euro.
Investimenti obbligazionari. I titoli obbligazionari, inclusi quelli sottostanti gli OICVM, totalizzano 48,9 miliardi di euro (Tav. 7.1, pannello inferiore).
Escludendo quelli sottostanti gli OICVM, i titoli di debito ammontano a 26,8 miliardi di euro. In tale ambito, i titoli di Stato sono pari a 21,9 miliardi di euro; essi sono costituiti per l’88,1 per cento da titoli di emittenti sovrani dell’area dell’euro, di cui oltre quattro quinti della Repubblica italiana. Gli altri titoli di debito ammontano a 5 miliardi di euro e sono riferibili per il 55,2 per cento a emittenti residenti in paesi dell’area euro e per il 57,4 per cento a imprese del settore finanziario.
Gli investimenti obbligazionari effettuati tramite OICVM ammontano a 22,1 miliardi di euro. Essi sono costituiti per il 64,8 per cento da obbligazioni corporate, di cui circa la metà emesse da imprese del settore finanziario; il 39 per cento fa riferimento a emittenti residenti in paesi dell’area euro.
Investimenti azionari. I titoli di capitale, inclusi quelli sottostanti gli OICVM, ammontano complessivamente a 29,4 miliardi di euro (Tav. 7.1, pannello inferiore).
Escludendo quelli sottostanti gli OICVM, i titoli di capitale ammontano a 14,2 miliardi di euro. Tali titoli, quattro quinti dei quali quotati, fanno riferimento a imprese per il 59,5 per cento operanti nel settore finanziario e per l’85 per cento residenti in paesi dell’area euro. Tra i titoli non quotati (pari complessivamente a 2,6 miliardi di euro) sono prevalenti le quote del capitale della Banca d’Italia, per un valore complessivo pari a 1,9 miliardi di euro. Tali quote sono presenti nel portafoglio di 12 casse di previdenza. Gli investimenti azionari effettuati tramite OICVM ammontano a 15,2 miliardi di euro, il 41,2 per cento dei quali fa riferimento a imprese statunitensi.
Altri investimenti in OICR. Gli OICR diversi dagli OICVM e da quelli di tipo immobiliare (cfr. supra) ammontano a 15,1 miliardi di euro, di cui 5,8 miliardi sono investiti in fondi di private equity e 2,3 miliardi in fondi di private debt; 4,8 miliardi di euro sono costituiti da quote di fondi che investono in infrastrutture ed energie rinnovabili.
Altre componenti dell’attivo. Le casse di previdenza detengono depositi per 9,1 miliardi di euro e polizze assicurative per 479 milioni di euro, per la quasi totalità afferenti al Ramo V. Nell’attivo delle casse sono inoltre iscritti 9 miliardi di euro rappresentativi di crediti di natura contributiva.
7.1.1 Le allocazioni nell’economia italiana
Gli investimenti delle casse di previdenza nell’economia italiana, ossia in immobili e in titoli emessi da entità residenti in Italia (Tav. 7.3), inclusi i titoli di Stato, ammontano a 52,3 miliardi di euro, pari al 38,4 per cento delle attività totali, invariato rispetto al 2024.
Considerando le attività al netto della liquidità, delle polizze assicurative e delle “altre attività” (in larga misura crediti contributivi), e dunque un totale di 116,3 miliardi di euro, l’incidenza degli investimenti domestici risulta pari al 45 per cento (Tav. 7.4).
Tra gli investimenti domestici restano prevalenti quelli immobiliari (17 miliardi di euro, pari al 12,5 per cento delle attività totali) e i titoli di Stato (17,1 miliardi, pari al 12,6 per cento delle attività totali); rispetto al 2024, diminuisce di 1,2 punti percentuali la componente immobiliare mentre restano sostanzialmente stabili i titoli di Stato.
Sono inoltre presenti altri titoli di debito e titoli di capitale per un ammontare rispettivamente pari a 880 milioni (in leggera diminuzione rispetto al 2024) e 11,2 miliardi di euro (in aumento di 2,5 miliardi rispetto al 2024). Nell’insieme essi corrispondono all’8,8 per cento delle attività totali (in aumento di 1,2 punti percentuali rispetto al 2024). Come già rilevato in precedenza, tra i titoli di capitale è incluso – per 1,9 miliardi di euro – il controvalore delle quote del capitale della Banca d’Italia.
Gli investimenti domestici effettuati tramite OICVM ammontano a circa 2,4 miliardi di euro (pari all’1,8 per cento delle attività totali, sostanzialmente stabili rispetto al 2024); quelli effettuati tramite altri OICR diversi dai fondi immobiliari ammontano a 3,7 miliardi di euro (pari al 2,7 per cento delle attività totali, in diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto al 2024).
Quanto all’andamento nel quinquennio delle componenti degli investimenti domestici, si osserva una complessiva riduzione dell’incidenza degli immobili (due punti percentuali) e dei fondi immobiliari (3,8 punti percentuali). Aumenta, invece, il peso dei titoli di Stato (5,3 punti percentuali), dei titoli di capitale (3,6 punti percentuali) e degli altri OICR diversi dai fondi immobiliari (1,2 punti percentuali); stabili le quote di OICVM e gli altri titoli di debito.»

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