Il sano coraggio politico di Pina Picierno
Con la creazione del movimento politico “Spazio pubblico”, la priorità dell’eurodeputata campana è quella di ricostruire e consolidare uno spazio politico necessario e indispensabile per la stessa qualità della nostra democrazia.
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Chi coltiva l’obiettivo d un riformismo democratico, europeista e, soprattutto, di governo, non può non guardare con attenzione al progetto politico di Pina Picierno. Non si tratta, come ovvio, di personalizzare eccessivamente, e per l’ennesima volta, un’iniziativa politica. Ma è altrettanto indubbio che quando un progetto politico si lega anche ad un leader politico il percorso è più facile da intraprendere.
Ora, e detto questo, è altrettanto indubbio che la prospettiva, oggi, di rafforzare un Centro riformista, democratico, europeista e di governo non si può praticare in qualsiasi luogo politico o in qualsiasi partito o coalizione. A sinistra, per fare un esempio concreto, questo disegno è quasi alternativo rispetto al progetto perseguito concretamente e legittimamente dal Pd della Schelin. Al di là dei “cattolici indipendenti di sinistra” di Delrio e compagni che restano nel Pd nella sola speranza di farsi concedere gentilmente pochi, anzi pochissimi, seggi parlamentari, è di tutta evidenza che da quelle parti è ritornato preponderante il sogno della antica e gloriosa “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto. Cioè di un’alleanza, del tutto legittima sia chiaro, che riesca a sommare le varie sfumature di rosso presenti nella società italiana.
Dalla sinistra radicale e massimalista della Schlein alla sinistra populista e demagogica dei 5 stelle di Conte, dalla sinistra estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis alla sinistra classista e pan sindacale della Cgil di Landini oltre ai vari cespugli giustizialisti e radical chic dell’universo che storicamente ruota attorno alla sinistra italiana. È di tutta evidenza che in un contesto del genere tutto ciò che è riconducibile anche solo vagamente al Centro e ad una “politica di centro” è una banale ed insignificante appendice.
Sul versante della attuale coalizione di governo, la forza politica e carismatica della premier Giorgia Meloni è talmente sovrastante e preponderante che depotenzia alla radice qualsiasi possibilità per il Centro di riaffermare le proprie ragioni politiche, culturali, sociali e valoriali. Nasce da questa semplice nonché oggettiva valutazione la necessità di innescare una iniziativa politica che sia in grado di salvaguardare e rilanciare un progetto centrista, riformista, europeista e di governo. Ed è lungo questo cammino che si inserisce la recente iniziativa politica di Pina Picierno attraverso la creazione del movimento politico “Spazio pubblico”. Ora, non si tratta di valutare con immediatezza e frettolosità la sfida di un nuovo partito o di un nuovo soggetto politico. Non è questa, credo, la finalità prioritaria dell’eurodeputata campana. Semmai, e al contrario, si tratta di sapere ricostruire e consolidare uno spazio politico necessario ed indispensabile per la stessa qualità della nostra democrazia. Uno “spazio pubblico” che non può non mettere in discussione quel “bipolarismo selvaggio” o quella deriva degli “opposti estremismi” che ormai da troppo tempo caratterizzano e segnano la politica italiana. Una deriva che individua nell’avversario un nemico implacabile da criminalizzare sul versante politico e da distruggere sul fronte morale e dove viene cancellata, quasi d’incanto, qualsiasi possibilità di praticare quella cultura della mediazione, del confronto e del dialogo che sono e restano tasselli incancellabili per una vera, sana e trasparente democrazia dell’alternanza.
Ecco perché l’iniziativa di Pina Picierno va seguita con grande attenzione. Almeno da parte di tutti coloro che non si rassegnano di fronte a un progressivo imbarbarimento della vita pubblica del nostro paese e che, soprattutto, credono che ancora una volta la cultura riformista, democratica e di governo può e deve avere il sopravvento. Non per il bene di un partito o di un soggetto politico ma per la qualità della nostra democrazia, come dicevano già i leader e gli statisti della Democrazia Cristiana.
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