Anno: XXVIII - Numero 111    
Mercoledì 10 Giugno 2026 ore 13:30
Resta aggiornato:

Home » Sulla via Appia il camposanto del campo largo

Sulla via Appia il camposanto del campo largo

Centrosinistra disastro ai Castelli romani.

Sulla via Appia il camposanto del campo largo

Da Albano Laziale a Genzano di Roma in queste comunali tutte sconfitte del centro-sinistra. Nel paese del pane doc quasi un choc: la destra dal 1946 non lo aveva mai governato

Se i leader politici del centro-sinistra (con il trattino) volessero capire come andrà tra un anno, ferme restando le inconciliabilità che hanno portato all’uscita dal Pd di diverse personalità in nome di un riformismo più spinto e contro l’alleanza con il M5s, gli basterebbe andare a curiosare nei paesi dei Castelli romani dove si è appena votato. Perché se alle Politiche il centro dovesse andare con il centro e basta (con Forza Italia che non ci cascherà mai ad uscire dalla sua collocazione storica con il resto della destra), il Pd e il resto della sinistra con M5s e basta, la strada per la riconferma in carrozza di Giorgia Meloni non è solo spianata, no, sarebbe una riascesa trionfale.

La destra ha fatto filotto, dopo l’esito del ballottaggio di ieri a Genzano di Roma: Albano Laziale, Ariccia, appunto Genzano di Roma e Nemi (qui si è votato due anni fa) sono tutti paesi ora in mano a Meloni e i suoi, cosa impensabile fino ad un quinquennio fa. Si tratta di 50-60mila elettori aventi diritto. Ma è la clamorosa imperizia politica che ha portato ad un disastro, peraltro abbastanza annunciato. La rovinosa sconfitta del candidato del Pd nel paese del pane doc, Genzano di Roma, ha un sapore storico. Dal 1946 era stato sempre governato dal Pci prima e dai suoi derivati poi, con un fugace e anonimo intermezzo dei Cinque stelle più di dieci anni fa, ai tempi in cui i grillini se si fosssero presentati anche nei condomini avrebbero fatto man bassa. La Mosca dei Castelli, del sindaco Gino Cesaroni, il contadino famoso anche a Bruxelles. Uno choc, ma largamente annunciato. Proprio a Genzano di Roma si è materializzato con qualche aggiunta locale quel che potrebbe accadere alle Politiche. Il sindaco Pd uscente appoggiato da un campo largo sui generis, nella vox populi sgradito ai più ma ricandidato lo stesso, al primo turno arriva secondo, con il candidato del centrodestra primo e molto più avanti nei consensi. Un’altra candidata uscita polemicamente dal Pd con la sua lista ha preso il 17% e un ex sindaco erede della tradizione democristiana, in passato eletto proprio anche dal Pd, arrivato al 13%. Non si fanno apparentamenti nel centrosinistra, la destra vince.

Un evento, facendo le debite proporzioni, paragonabile alla sconfitta storica del 2014 a Livorno. Dove nacque il Pci, governato solo e sempre  dal Pci con percentuali bulgare e i suoi derivati. Ma nel 2014 si impose il pentastellato Filippo Nogarin, nel ballottaggio dell’8 e 9 giugno. Un dramma che il Secolo XIX mi mandò a raccontare. Sembrava Chernobyl, era l’onda d’urto di un fenomeno politico nella sua ascesa, il populismo in un solo Paese, allora.

Albano e Ariccia hanno visto il successo del centrodestra sempre e soprattutto per le divisioni del centro-sinistra. Ad Ariccia la destra già governava, ad Albano no. Il no al termovalorizzatore di Roma è stato espresso a dieci giorni dal voto, mentre il sindaco Roberto Gualtieri poneva la prima pietra dell’opera, anche dai candidati della destra, inertizzando uno degli argomenti di consenso di una parte del centro-sinistra. Nel paese della porchetta doc due candidati del centro-sinistra al primo turno sono arrivati al 43%. Bastava poco, ma l’albagia politica e beghe personalistiche hanno prevalso sullo spirito di unità, benché ci sia stato l’imprimatur anche di Elly Schlein, chissà quanto consapevole di quel che stava accadendo.

Da qui ad un anno analisi e autocritiche potrebbero prendere il posto delle divisioni? Al momento sembra davvero impossibile, se è vero che in pochi giorni lo Spazio Pubblico promosso da Pina Picierno, fuoriuscita molto polemicamente da Pd, ha già raccolto 7500 adesioni. Al momento la corsa del centro-sinistra sembra un po’ come quella del treno del celebre film Cassandra crossing. C’è tempo per fermarlo, prima della catastrofe.

di Fabio Luppino su Huffpost

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.