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Meloni si fermi, il suo Governo è finito

Schlein: Premier e suo esecutivo sono stati sfiduciati dalla Camera, sconfitte sua superbia e arroganza e la farsa delle preferenze finte

Meloni si fermi, il suo Governo è finito

“La maggioranza non esiste più: vadano a casa, adesso tocca a noi. Il dibattito alla Camera sulla legge elettorale ha certificato che il governo di Giorgia Meloni è finito”. Lo dichiara nel giorno del voto finale a Montecitorio sulla riforma della legge elettorale la segretaria del Pd Elly Schlein, in un’intervista a la Repubblica

“Lei e il suo governo – afferma Schlein sulla premier Giorgia Meloni- sono stati sfiduciati dalla Camera. E di questo può incolpare solo se’ stessa: ha cercato di imporre una riforma elettorale cucita su misura per la paura di essere sconfitta dalla nostra coalizione che ha una proposta competitiva”. Ma “l’arroganza di forzare anche rispetto ai suoi alleati, che non la volevano ha perso”. E anche “ha perso la superbia della prima presidente del Consiglio donna che per difendere il suo potere era pronta a sacrificare le altre donne”. Anche perchè la proposta di Fdi sulle preferenze affossata nel voto segreto dalla somma dei franchi tiratori di maggioranza e delle opposizioni “era – denuncia Schlein- una farsa: prevedeva infatti tutti i capilista bloccati e la maggioranza dei parlamentari sarebbe stata eletta così. Non solo: aboliva pure l’alternanza di genere prevista dal sistema attuala. Una cosa gravissima”

E allora, secondo la leader Pd, “dopo essere stata battuta in aula” Meloni “dovrebbe prendere atto che non ha più una maggioranza e andare a casa, consentendo agli elettori di esprimersi per tornare ad avere un governo che si occupi dei problemi del Paese. Si dovrebbero fermare – Ma ci rendiamo conto che ormai da mesi si stanno occupando solo di legge elettorale e tengono ostaggio entrambe le Camere solo su questo? Come se l’Italia non soffrisse un calo della produzione industriale che dura da tre anni consecutivi, non avesse le bollette più care d’Europa e i salari tra i più bassi, crescita zero e sei milioni di italiani che neppure riescono a curarsi”.

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