Non è certo un buon momento per il centrosinistra.
Dopo il flop di Napoli e le polemiche scaturite dalle parole di Giuseppe Conte sull’inesistenza di una minaccia russa, i leader di Pd, M5S e Avs tentano di rimettere insieme i cocci e non commettere altri passi falsi.
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Di qui l’idea di sospendere la manifestazione di Padova e ragionare bene sulla possibilità di tenere invece un’iniziativa a Roma contro la riforma elettorale, evitando però un altro buco nell’acqua come è accaduto nel capoluogo partenopeo.
Per i dem è Igor Taruffi a gestire la pratica. Le date opzionate sono giovedì 16 o venerdì 17.
Comunque, la situazione non è semplice per il centrosinistra.
Persino la «testardamente unitaria» Elly Schlein ha perso le staffe. Ne ha dette quattro a Conte per la sua uscita sulla Russia e con i fedelissimi è stata ancora più esplicita: «Giuseppe ha detto una cosa sbagliata, nel posto sbagliato e nel modo sbagliato».
Ma poi ha aggiunto: «Dobbiamo però continuare a lavorare uniti, perché battere questa destra si può». In verità, nello stesso Pd qualcuno inizia a nutrire dei dubbi che con una simile alleanza si possa andare lontani.
Per Filippo Sensi, per esempio, con «il consiglio d’amministrazione ristretto» composto da Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni non si fa molta strada.
Il senatore riformista mette in guardia l’alleanza dalla tentazione di praticare «una sorta di sostituzione etnica» di Matteo Renzi utilizzando quell’Alessandro Onorato «sponsorizzato da Bettini».
E a proposito di Bettini, ieri è sceso in campo con un’intervista al Manifesto per difendere il leader del M5S. Prima ha chiesto al Pd di essere più duro con Ursula von der Leyen e la sua politica di riarmo, poi ha detto: «Conte ha ragione, Putin non ha la forza per attaccare l’Europa». Senza nominare l’esponente dem, Sensi ha replicato con ironia: «Perché Kiev si trova su Marte?».
Invece lo ha nominato, eccome, Pina Picerno. Caustica l’ex pd: «E naturalmente arriva Bettini a puntellare il campo Lavrov. Non solo la Russia non è una minaccia, e non si capisce proprio da che cosa dobbiamo difenderci, ma i socialisti e il Pd dovrebbero prendere anche le distanze dalla Commissione Ue e diventare direttamente forze antieuropeiste e antisistema». […]
Paola Picetno sul flop della manifestazione di Napoli. Mi interessa molto di più la mancanza di indignazione rispetto alle parole-gravissime e molto pericolose- che Giuseppe Conte ha scandito dal palco: la minaccia russa sarebbe una costruzione politica per giustificare il riarmo. Non è una sorpresa il putinismo di Conte, ma è una assoluta novità il fatto che queste affermazioni vengano fatte da un palco ufficiale del Campo Largo senza che questo generi una presa di distanza degli altri leader presenti. In tutta Europa affermazioni del genere causerebbero la reazione immediata dei leader democratici che ricorderebbero, immediatamente che per l’intelligence di mezzo mondo la Russia rappresenta una minaccia strategica concreta e di lungo periodo. A Napoli invece, ancora una volta, Schlein ha fatto finta di niente, e come sempre si finge morta. Riproporre fedelmente la narrazione del Cremlino è dunque una posizione tollerata dal Campo largo? Dovevano mostrarci l’alternativa e ci hanno mostrato ancora una volta che sono capaci di ingoiare tutto pur di tenere insieme i brandelli di una coalizione che non esiste e che è distante anni luce da posizioni europeiste e riformiste. Nessun imbarazzo del Pd, ma anche di tutti quelli che ci raccontano di voler fare la “gamba” riformista lì dentro? Io sono allibita e molto preoccupata: il silenzio di fronte ad affermazioni così gravi è complicità, cari amici. E allora io vi chiedo di indignarvi, di reagire, di prendere le distanze. La storia dei democratici italiani non merita questo epilogo. Di certo non chiamatelo mai più centrosinistra, il campo largo è strutturalmente e definitivamente altro.
Nato smentisce Conte: “La Russia è una minaccia per la sicurezza euro-atlantica”
“La Russia rappresenta chiaramente una minaccia per la sicurezza euro-atlantica”. Ad affermarlo a ‘Il Foglio’ è il colonnello Martin L. O’Donnell, il portavoce del generale americano Alexus G. Grynkewich, l’attuale Supreme Allied Commander Europe, il comandante più importante della Nato in Europa, commentando le dichiarazioni del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte che sosteneva che Grynkewich aveva affermato che la Russia non rappresentasse una minaccia per l’Europa.
Nelle sue dichiarazioni al Financial Times, il generale Grynkewich ha spiegato che, secondo la sua valutazione, la Russia al momento non sta cercando uno scontro diretto con la Nato, perché è consapevole del nostro vantaggio. Ha, poi, sottolineato quanto sia importante che la Russia continui a comprendere che qualsiasi aggressione contro di noi sarebbe destinata al fallimento. Non c’è dunque alcun dubbio che la Russia rappresenti una minaccia: il punto decisivo è essere preparati ad affrontarla come Alleanza difensiva”.
Sul Foglio, scrive il direttore Claudio Cerasa, “abbiamo raccontato il modo incredibile con cui il leader del M5s, Giuseppe Conte, per dimostrare l’indimostrabile, ovvero che la Russia non rappresenti alcuna minaccia per l’Europa, ha utilizzato, stravolgendole, le parole rilasciate al Financial Times dal generale americano Alexus G. Grynkewich. Secondo Conte, ‘stanno costruendo una minaccia russa per convincerci ad armarci fino ai denti, ma persino il comandante delle forze Nato ha detto al Financial Times che la Russia non rappresenta una minaccia per l’Europa’. Sul Foglio abbiamo spiegato che in verità il generale Grynkewich ha detto una cosa molto diversa, ha detto che grazie alla capacità di deterrenza della Nato, ‘la Russia non sta cercando oggi uno scontro diretto con la Nato’. Ma siccome non possiamo pensare che un ex premier sia così irresponsabile da stravolgere le parole di un generale della Nato siamo andati direttamente alla fonte e abbiamo chiesto allo staff del generale Grynkewich, attuale Supreme Allied Commander Europe, il comandante più importante della Nato in Europa, se abbia ragione Conte oppure no”.
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