Anno: XXVIII - Numero 167    
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Vittime di malagiustizia rimborsate dallo Stato

L’alternativa di Forza Italia alla responsabilità civile.

Vittime di malagiustizia rimborsate dallo Stato

La strada è aperta e Forza Italia intende percorrerla in ogni caso. La proposta sui risarcimenti alle vittime di malagiustizia sarà presentata dagli azzurri, come disegno di legge, alla riapertura dei lavori di Montecitorio. Primo firmatario dovrebbe essere il presidente dei deputati di FI, Enrico Costa. È un’idea dal potenziale spiazzante, per gli alleati prima ancora che per l’opposizione. Innanzitutto perché ripropone sotto altra veste il nodo degli errori giudiziari e, soprattutto, della responsabilità civile dei magistrati: se un cittadino ha diritto a vedersi ricompensato anche il mero indebito coinvolgimento in un processo penale, viene abbattuto il principio, caro a una parte dell’Anm, per cui l’errore giudiziario sarebbe “un fisiologico effetto collaterale della giurisdizione”. A ricordare che spesso la magistratura associata liquida così le sofferenze patite da un cittadino innocente sottoposto a un processo è stato proprio Costa in una dichiarazione rilasciata due giorni fa al Dubbio.

Alcuni giudici penali e alcuni pm rifiutano l’idea per cui una persona debba essere protetta, ed eventualmente ristorata, dal “fisiologico dispiegarsi della macchina giudiziaria”. Ma questa pretesa di ineluttabilità della disavventura penale è discutibile: sembra piuttosto da Stato paternalistico, se non autoritario. Non a caso la stessa Anm si era opposta, con fermezza, persino alla legge Tortora, che se approvata in via definitiva al Senato istituirebbe la “Giornata per le vittime degli errori giudiziari”. Con l’idea di Costa si va anche oltre il memento: si toccano le casse dello Stato. E di fatto si ripropone l’idea di una responsabilità più stringente per la magistratura, seppure in forma diversa: non sono più il giudice o il pm a pagare in modo più o meno immediato per le colpe gravi o le negligenze, ma la collettività. Il che però amplifica la la percezione dell’errore giudiziario. Gli conferisce corporeità, lo rende tangibile. Ed è chiaro che un magistrato non resterebbe del tutto indifferente all’idea che i cittadini pagherebbero di tasca loro, se lui valutasse in modo clamorosamente travisato un fatto o un’ipotesi penale.È evidente la ragione per cui la proposta è politicamente spiazzante per il centrodestra: fa rientrare dalla porta l’irrigidimento della responsabilità civile di cui il governo si era felpatamente sbarazzato dalla finestra.

Al momento, all’iniziativa dei berlusconiani non corrispondono reazioni da parte delle altre forze di centrodestra. D’altronde, dalle parti di Tajani escludono che i risarcimenti agli imputati poi assolti (e anche a chi sia stato ingiustamente inibito dall’esercizio di una professione, o a chi abbia visto la propria azienda depauperata dopo un sequestro) possa suscitare grandi entusiasmi, fra gli alleati. Né i forzisti immaginano che i risarcimenti possano diventare magari una contropartita concessa da Fratelli d’Italia per ottenere il ritorno delle intercettazioni a strascico, cioè la cosiddetta norma Melillo.

All’unico vertice in cui si era tentato di mediare sugli “ascolti”, la premier Giorgia Meloni aveva provato, in effetti, a prefigurare con Tajani un “piano finale” sulla giustizia che comprendesse sia la modifica invocata dal procuratore nazionale Antimafia sia un ampliamento della colpa grave per i magistrati, poi non se n’è fatto nulla.In ogni caso l’idea di risarcimenti estesi oltre il tradizionale confine dell’irragionevole durata del processo (che vale ovviamente anche per le cause civili) e dell’ingiusta detenzione difficilmente troverà accoglienza da parte di Fratelli d’Italia e Lega anche considerate le settimane residue di legislatura, ornai prossime a contarsi sulle dita delle mani. FI però ne farà comunque una battaglia. Esattamente come insisterà sul ritorno alla prescrizione sostanziale e sui limiti ai pm nel sequestro degli smartphone. Saranno bandiere di una campagna elettorale liberale e libertaria a cui i berlusconiani già si preparano.

Nello specifico, i risarcimenti per le vittime di malagiustizia potranno partire da una pur limitata base normativa già vigente, vale a dire il rimborso per le spese legali agli “assolti con formula ampiamente liberatoria”. Il fondo che assicura un recupero almeno parziale degli esborsi sostenuti dagli innocenti per la propria difesa penale esiste dal 2021, grazie a un’iniziativa, guarda caso, dello stesso Enrico Costa. Ha avuto un rodaggio faticoso, ma dopo un paio di annualità in cui le domande di rimborso e le risorse erogate da via Arenula erano rimaste incagliate a un livello molto basso, nel 2024 e nel 2025 il dicastero guidato da Carlo Nordio ha potuto conseguire una maggiore adesione al beneficio. Certo, la possibilità di vedersi ristorate non solo le spese legali in senso stretto ma la pena stessa sofferta per la condizione di imputato innocente ha tutte le carte in regola per raggiungere, tra i potenziali beneficiari, un successo assai maggiore. Sempre che nella prossima legislatura FI non si trovi davvero sola a predicare nel deserto del garantismo.

Errico Novi su Il Dubbio

 

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