Santa Margherita – telefonini vietati ai bagnini. “Brevetti a rischio in caso di violazioni”
La Capitaneria stoppa l’uso degli smartphone in spiaggia. Le reazioni: «Possono distrarre, ma per i giovani è un sacrificio»
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I tempi cambiano. Le distrazioni pure. Anzi, a dirla meglio, aumentano, con la tecnologia che occupa una porzione sempre più ampia della vita di ciascuno. Qualche anno fa, non sarebbe stato ipotizzabile un passaggio come quello che, invece, oggi, ha una rilevante importanza all’interno dell’Ordinanza di sicurezza balneare emessa, dall’Ufficio circondariale marittimo di Santa Margherita, tanto da rappresentare un elemento di rischio anche per il mantenimento del brevetto di salvamento. Merce preziosa, in questa stagione già segnata dalla carenza di bagnini.
Un punto dell’articolo 4 dell’ordinanza, quello relativo agli obblighi dei bagnini, recita infatti così: «Ogni assistente ai bagnanti ha l’obbligo di utilizzare apparecchiature elettroniche esclusivamente per finalità di servizio o emergenza». E «qualora utilizzate con auricolari, questi devono essere indossati su un solo orecchio, garantendo la piena percezione dell’ambiente circostante».
Tradotto, significa che non si può stare a chattare sullo smartphone o a scrollare i social. Giusto? Sbagliato? O forse, ovvio? C’è bisogno o no di essere tassativi? Il Secolo XIX ha sentito le opinioni di alcuni bagnini impegnati negli stabilimenti di Rapallo. Non c’è nessuna aria di rivolta: «Secondo me era giusto esplicitare il divieto, perché lo smartphone è una distrazione», dice Pier Luigi, “Gigi” Pizzorno, che ai Bagni Bristol è una colonna da sempre: 47 anni, patentino da quando ne aveva 16, residente a Novi Ligure, quasi tutte le estati passate a Rapallo anche grazie agli accordi con i datori di lavoro dell’azienda di confezionamento industriale dove è impiegato. «Vedete? Da qui, sorveglio due discese in mare. A volte, non possiamo nemmeno stare seduti. È meglio che il cellulare non sia in postazione».
Però, non se ne sente la mancanza? Tra i gestori degli stabilimenti, non si nasconde che per i bagnini più giovani, quelli delle ultime generazioni, si tratta di un sacrificio pesante. «Per me no, ma io sono del 1979 e aggiungo pure che il cellulare lo detesto», racconta Massimiliano Monferini, Bagni Vittoria, dove lavora da sette anni: «Se eccezionalmente devo fare una telefonata, va do a riprenderlo, ma di abitudine io lascio il cellulare in cabina quando entro in turno e lo vado a riprendere quando ho finito».
Ha la sua strategia Ferruccio Ferri, decano della categoria, 46 anni consecutivi ai Bagni Lido e Flora: «Io lo tengo con me, perché ho un po’ un ruolo di coordinamento. Mi deve magari chiamare l’elettricista o l’idraulico. Certo, però, lo tengo in tasca. Non si può stare a giocare. I ragazzi, quando sono in postazione, invece, non lo tengono».
Insomma, con i diversi livelli di sacrificio personale che essa impone, la norma varata quest’anno sembra essere stata assorbita bene all’interno della categoria. Quanto meno, compresa. Infatti, al momento, non ci sono notizie di sanzioni elevate dalla Capitaneria per l’uso dello smartphone o comunque di apparecchiature elettroniche. È evidente, dalla lettura dell’articolo, che non sarebbe consentito nemmeno ascoltare musica, impiego che non ricadrebbe nelle “finalità di servizio”. Gli inadempienti, oltre a ricevere una sanzione, verrebbero anche «segnalati alla Federazione di riferimento per le valutazioni in ordine al mantenimento del brevetto».
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