Le differenze tra smart working e telelavoro
Le due anime del lavoro a distanza nella sesta puntata de “Le Parole del Lavoro”
Smart working e telelavoro come le due facce del lavoro a distanza. Nella sesta puntata della rubrica “Le Parole del Lavoro”, l’esperto di Fondazione Studi, Romano Benini, spiega nel dettaglio punti di contatto e di differenziazione tra le due attività.
A partire dai vincoli che il lavoratore deve rispettare nell’una o nell’altra modalità di lavoro. Se il telelavoro, infatti, è sostanzialmente lo spostamento di una postazione fissa fuori dall’azienda – con regole rigide su orari, spazi, organizzazione – lo smart working non prevede vincoli d’orario e di spazio, sulla base di un accordo tra datore di lavoro e smart worker. Entrambe le modalità, però, hanno un comune obiettivo: la conciliazione tra tempi di lavoro e di vita.
Altre Notizie della sezione
Il sistema non reggerebbe oggi una nuova pandemia
14 Maggio 2026Anaao, non rischiamo nuovo Covid ma manca il personale.
Agenzia del Demanio, patrimonio immobili pubblici gestito vale 63 miliardi
14 Maggio 2026Uffici, università, musei, chiese, torri, ma anche parchi e isole.
Accordo tra Ministero e MEFOP (società italiana specializzata nella previdenza complementare e nel welfare) per promuovere la cultura previdenziale
13 Maggio 2026Il protocollo d’intesa triennale crea il perimetro della sinergia finalizzata a rafforzare l’efficacia della formazione e della comunicazione verso i cittadini
