Vaccini, in Sicilia 20mila richieste di esenzione: medici assediati per l’effetto Green Pass I camici bianchi denunciano pressioni degli assistiti che puntano ad avere la “carta verde” senza le dosi.
La Regione però non ha ancora un database per censire gli esoneri
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C’è chi chiede di non vaccinarsi perché ha la psoriasi, chi ritiene di non doverlo fare perché soffre di insufficienza renale, chi denuncia problemi alla tiroide per sottrarsi alla puntura. Quando mancano due settimane dall’entrata in vigore del Green pass nei luoghi di lavoro, in Sicilia è partita la corsa per il certificato di esonero dal siero: 20mila le richieste solo ai medici di famiglia siciliani. Dopo le denunce dei camici bianchi sulle pressioni dei No Vax, nelle Asp è partita la caccia per stanare i “furbetti dell’esenzione”. Ma la Regione non ha idea di quanti certificati siano stati rilasciati finora: non esiste un database centralizzato, in barba all’ultima circolare ministeriale che impone di archiviare digitalmente la documentazione medica.
Il ministero ha prorogato fino al 30 novembre le esenzioni alla vaccinazione in scadenza il 30 settembre. Ne ha diritto chi soffre di «specifiche condizioni cliniche documentate». Non esiste un elenco di patologie, ma quelle che presentano una controindicazione al vaccino si contano sulle dita di una mano. Sta al medico vaccinatore dell’Asp, al medico di famiglia o al pediatra che abbiano aderito alla campagna vaccinale valutare caso per caso. Ed è qui che possono nascere gli abusi, perché — per legge — la motivazione clinica non va specificata nel certificato cartaceo, ma — si legge nell’ultima circolare — archiviata digitalmente «attraverso i servizi informatici vaccinali regionali». Peccato che la Regione non abbia mai dato indicazioni su dove e come caricare i dati.
Sta di fatto che, nell’Isola in cui quasi un milione di persone non ha nemmeno ricevuto una dose, le richieste di esenzione fioccano: «Via via che si avvicina la scadenza del 15 ottobre, siamo subissati dalle chiamate. Ne riceviamo in media 5-6 a testa», spiega Luigi Galvano, presidente regionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale. Considerando che i medici di base sono oltre 4mila, le richieste superano quota ventimila. Alcune dai toni poco concilianti: «Abbiamo ricevuto segnalazioni di medici minacciati da No Vax per ottenere l’esenzione. Qualcuno ha inviato lettere dell’avvocato corredate da esami e certificati di specialisti. Abbiamo consigliato di comunicare le pressioni ricevute alla Digos e di ricusare l’assistito per turbativa del rapporto fiduciario», spiega il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato.
Alcune situazioni non convincono: «Ci sono medici che firmano troppi certificati — dice Galvano — per questo l’Asp di Palermo istituirà una commissione di controllo». All’Asp per ora le verifiche sono scattate solo sui sanitari non vaccinati: «In questi mesi sono giunte oltre 200 richieste di esonero dal vaccino anti-Covid in base a certificati medici rilasciati da specialisti esterni. Solo 46 sono state approvate», spiega il direttore sanitario, Maurizio Montalbano. Diversi certificati sono stati firmati da due omeopati già segnalati all’Ordine dei medici per le loro posizioni No Vax. Uno è Francesco Oliviero, finito sotto procedimento disciplinare per aver fatto propaganda sui social e in piazza.
Alla Fiera del Mediterraneo di Palermo c’è un “ufficio esenzioni”: «Molte persone arrivano con certificati che attestano patologie per le quali non esiste controindicazione al vaccino — spiega il commissario per l’emergenza, Renato Costa — ma la maggioranza alla fine si convince a vaccinarsi». Una commissione di verifica esiste già a Catania: «È in corso una ricognizione di tutti i certificati rilasciati dai medici vaccinatori — spiega il commissario per l’emergenza, Pino Liberti — abbiamo riscontrato richieste fantasiose. Molti non capiscono che la maggioranza delle patologie è un motivo in più per vaccinarsi». A Messina il commissario Alberto Firenze ha chiesto alla Regione il via libera all’istituzione di un comitato di verifica formato da medici e professori: «In un mese sono stati caricati 126 certificati. Quelli dubbi verranno esaminati attentamente». Ma in assenza di un archivio digitale, i controlli sono a macchia di leopardo.
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