Anno: XXV - Numero 110    
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Spari in faccia alla prof in classe «per avere più follower su Instagram».

Senza che nessuno si dissociasse.

Spari in faccia alla prof in classe «per avere più follower su Instagram».

Maria Luisa Finatti è la professoressa di Rovigo colpita con una pistola ad aria compressa dai suoi studenti e presa in giro con un video sui social (Il filmato choc in classe). La vicenda, che lo scorso ottobre aveva fatto scalpore, si è trasformata in un caso di cui si sta occupando il tribunale dei minori. La donna ha infatti denunciato l’intera classe. Tutti e 24 gli studenti che stavano seguendo la lezione di Scienze e Biologia all’Itis Marchesini di Rovigo. «Sono andata via piangendo, ma solo uno di loro è venuto a chiedermi scusa», ha detto.

La prof, tramite i suoi legali, ha presentato un esposto al Tribunale dei minori per lesioni, oltraggio, diffamazione e atti persecutori. «Li denuncio tutti per la mia dignità, per quella dei miei colleghi e perché è stato oltrepassato un confine», ha detto a Il Mattino di Padova.

«Infatti mi hanno colpito allo zigomo. Sono uscita piangendo», ha aggiunto. L’istituto, stando alle parole della professoressa, non ha ancora preso provvedimenti: «A quanto ne so la sospensione non è ancora scattata», dice. «Non ho più insegnato in quella classe. Ma l’ansia c’è ancora, così come il timore di essere derisa – continua la docente – Ad eccezione di un ragazzo, nessuno è venuto a scusarsi: né tra gli studenti, né tra i genitori. Lo reputo un atteggiamento molto grave… Quando entro a scuola non è più come prima, c’è sempre una certa angoscia», ha concluso.

La professoressa ha sempre detto che uno studente e suo padre, l’unico che ha dimostrato di essere un educatore, le avevano chiesto scusa e ha poi precisato che era stato proprio il ragazzo che aveva sparato. Questo però non lo deresponsabilizza dal gesto gravissimo che ha compiuto. Le scuse sono state accettate anche perché, come ha ribadito, secondo lei sono state anche sentite. Ma le scuse non lo esimono dalle sue responsabilità». Così l’avvocato Tosca Sambinello, che insieme al collega Nicola Rubiero assiste la professoressa Maria Cristina Finatti, che l’11 ottobre scorso è stata per due volte colpita con dei pallini, all’inizio e alla fine della sua lezione di Scienze, con la scena ripresa da un altro studente con un cellulare e con il video diffuso su Whatsapp e poi divenuto virale. La professoressa, a inizio gennaio, tre mesi dopo l’accaduto, ha deciso di sporgere denuncia. Contro tutta la classe, perché come emergerebbe dalle chat, ci sarebbe stata una sorta di azione concordata e anche le risate sarebbero state collettive, senza che nessuno si dissociasse.

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