Putin divide anche l'Anpi.
Il convegno organizzato da Angelo d'Orsi divide l'associazione erede della Resistenza. "Mai con chi vuole il riarmo", dicono gli iscritti di Napoli Est. "Siete fascisti e supporter di Putin", replica Calenda.
Resistere ai resistenti. La sezione Aurelio Ferrara dell’Anpi di Napoli è sulle barricate. L’Associazione nazionale partigiani italiani ha deciso di commissariarla con accuse pesanti: “Mettete in discussione l’immagine e la dignità dell’Anpi”, hanno scritto da Roma. Per i resistenti napoletani che si rifanno alla memoria di Ferrara, anima delle Quattro giornate, non ci stanno. “Disobbediremo. Non riconosciamo questo commissariamento”.
È il putinismo, vero o presunto, a mettere gli eredi dei partigiani gli uni contro gli altri. La pietra dello scandalo è il convegno organizzato prima di Natale da Francesco Specchio, presidente della sezione Anpi Napoli orientale alla Federico II. Titolo “Russofilia, russofobia, verità”. Ospiti Alessandro Di Battista, ex parlamentare M5s e fondatore dell’associazione Schierarsi, e Angelo D’Orsi, storico, direttore della rivista Historia Magistra. Nota bene: è la tappa napoletana dei convegni che D’Orsi sta organizzando in tutta Italia per offrire un punto di vista più sensibile alle posizioni russe sulla guerra in Ucraina, e dichiaratamente antisionista sul conflitto a Gaza. Quel convegno viene interrotto da alcuni contestatori – tra questi il segretario dei Radicali italiani – Matteo Hallissey: le bandiere dell’Anpi vengono divelte, lo stesso D’Orsi deve faticare per continuare a mantenere il microfono tra le mani.
Ma questo accadeva prima di Natale. Le feste non rasserenano gli animi. Anzi, gli strascichi della contestazione riaccendono antiche divisioni all’interno dell’Anpi partenopea, divisioni che riflettono linee di frattura presenti nell’associazione nazionale. La Befana porta il commissariamento. Firmato, attenzione, non dal presidente nazionale Gianfranco Pagliarulo – che a D’Orsi aveva manifestato solidarietà quando gli avevano fermato un convegno simile a Torino – ma dal vicepresidente vicario Carlo Ghezzi, di idee più moderate.
Il congelamento degli organismi dirigenti dovrebbe evitare il contagio, da Napoli al resto d’Italia. L’addebito mosso ai resistenti napoletani, spiegano da Roma, sono alcuni post pubblicati sui social e rilanciati dalla pagina Facebook: in uno si invita Carlo Calenda a mandare i figli in guerra. In un altro si contrappone Sandro Pertini a Sergio Mattarella, considerato troppo incline a posizioni “guerrafondaie”. Calenda è un chiodo fisso dei resistenti di Napoli. Franco Specchio, il presidente uscente, ha sulla scrivania una fiamma con dentro la falce e martello. Per lui Israele è uno stato terrorista, è l’entità sionista. “L’Anpi – dice a Contropiano – è un soggetto plurale, ma come diciamo a Napoli, ca è iuta a firnì carne a sotta, e i maccaruni ncoppa”, la carne del ragù sotto e la pasta sopra, è il mondo al contrario, direbbe qualcun altro. “Perchè è vero, la resistenza l’hanno fatta anche i monarchici. Ma se non tutti i resistenti erano comunisti, di sicuro tutti i comunisti erano resistenti. Noi abbiamo una visione che rispetta tutte le altre, a patto che non si abbia a che fare con chi è parte integrante di Leonardo e del sistema delle armi”.
Calenda, va detto, non fa molto per farsi volere bene. Dopo il fattaccio della Federico II ha accusato “i fascisti dell’Anpi, i supporter, pagati e non, del fascista Putin, di oltraggiare la memoria dei partigiani”. Non esattamente un ramoscello d’ulivo. Dalle sezioni territoriali dell’Anpi arrivano missive di solidarietà alla sezione di Napoli, come quella del circolo Val di Serchio Garfagnana, che ha scritto a Pagliarulo. “Serve un confronto approfondito, sul senso e il ruolo che l’associazione è chiamata a svolgere. Una riflessione chiara su cosa significa essere autenticamente antifascisti”.
Appunto, è antifascista sostenere le posizioni pacifiste, che finiscono per assecondare Putin. Oppure quelle pro-Ucraina, che tuttavia aumentano le spese militari? La questione è tutta qui. Proverà a mediare Michele Petraroia, inviato dalla Basilicata come commissario a Napoli. Auguri.
s
Altre Notizie della sezione
Il flop delle rottamazioni.
29 Giugno 2026Lo certifica la Corte dei conti. Le definizioni agevolate non aumentano dunque il tasso di riscossione, fermo al 14,7 per cento.
Oscenità in spiaggia, cittadini esasperati intervengono da soli
26 Giugno 2026Uomo denunciato per atti osceni davanti ai bagnanti. Cresce la tensione per sicurezza e giustizia fai-da-te.
Cassazione apre ai risarcimenti: rischio conto milionario allo Stato
23 Giugno 2026Nei Cpr basta l’illegittimità accertata: possibili valanghe di cause e nuovi costi per le casse pubbliche.
