La mega truffa del «Residence Da Andrea» di Cesenatico
Non esiste, centinaia di turisti raggirati e caparre fino a 800 euro sparite.
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Sono finora 120 le famiglie vittime della truffa ma il Comune teme altri arrivi e ha attivato un punto di ascolto e una rete di strutture per trovare alloggi: i versamenti al conto intestato al sedicente «Teologus Siderius» e voci rassicuranti al telefono. I racconti delle vittime e di chi offre ospitalità
Non esistono dati storici certi ma quella del residence fantasma di Cesenatico potrebbe passare alla storia come una delle più grandi truffe di sempre messe a segno ai danni dei turisti sulla Riviera Romagnola.
Almeno 120 famiglie ingannate, convinte a versare il 50% della caparra sul conto dei sedicenti titolari di un residence che non esiste, il «Residence Andrea», parecchio pubblicizzato sui portali web e con un sito piuttosto accattivante geolocalizzato in un civico dove trovano spazio gli uffici di una compagnia assicurativa.
Alcuni vacanzieri sbarcati nella cittadina del porto leonardesco non si danno pace: i prezzi con cui venivano venduti i giorni da trascorrere in appartamenti inesistenti erano bassi e invitanti. I carabinieri che stanno raccogliendo i plichi con le oltre cento denunce pervenute raccontano che molte famiglie avevano programmato una breve vacanza non per mancanza di ferie ma per risparmiare soldi.
È un tipico scenario dei tempi che corrono, quello del soggiorno mordi e fuggi. Ebbene questi turisti, è emerso, stupiti per i prezzi stracciati avrebbero deciso di prolungare di molti giorni la loro permanenza senza sapere che avrebbero versato gli agognati risparmi ad un manipolo di truffatori.
Gran parte dei turisti truffati arrivati a Cesenatico nelle ultime ore sono stati ricollocati nelle strutture ricettive della cittadina. Il sindaco Matteo Gozzoli lo puntualizza: «La Romagna è prima di tutto una terra ospitale. È gravissimo quello che è successo ma con l’ufficio turistico abbiamo accolto e offerto un sostegno a queste persone. Molti sono in altre strutture a prezzi bassi, altre strutture hanno offerto loro gratis il soggiorno».
Come Terzo Martinetti il titolare del Camping Village. Qui quattro famiglie vengono ospitate nei bungalow senza pagare un centesimo. «Siamo sempre a disposizione», spiega nel suo ufficio. «Hanno vissuto una esperienza molto brutta e vogliamo dargli un’altra possibilità».
I racconti delle vittime: «Arrabbiati e delusi»
Tra le famiglie ospitate nelle casette del camping c’è quella di Anton, arrivato con la moglie e i due figli piccoli dalla Germania. «Siamo ucraini ma da qualche anno viviamo a Norimberga dopo tre anni di guerra», racconta. «A metà luglio con mia moglie in ferie abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno di vacanza qui in Italia».
«Siamo arrivati in treno da Norimberga a Rimini. Poi da Rimini ci siamo spostati a Cesenatico. Avevamo prenotato quando ancora eravamo in Germania, pagando subito una quota. Qualche centinaio di euro. Siamo arrivati a Cesenatico e ci siamo presentati subito al numero civico indicatoci».
Poi in pochi istanti l’amara scoperta. «Una signora, allarmata, ci è subito venuta incontro. “Il vostro residence non esiste, vi hanno truffato”, ci ha detto preoccupata e anche un po’ dispiaciuta». Era una condomina, del civico 2, che come tanti residenti aveva assistito i turisti smarriti e arrabbiati che avevano affollato lo spiazzo del palazzo indicato nei contatti del Residence Andrea.
«I bambini – racconta ancora Anton – si sono messi a piangere. Non capivamo cosa dovevamo fare ed era caldo». Poi l’aiuto dello Iat. «Una signora dell’ufficio del comune ci ha dato subito una mano mettendoci in contatto con Terzo, il gestore di questo camping».
C’è anche il racconto della famiglia di Stella, arrivata con il marito e i due figli da Bologna. Come tanti emiliani habituè della Riviera romagnola.
«Avevamo prenotato 20 giorni fa per un soggiorno di altrettanti giorni ad agosto e lo ammetto all’inizio un piccolo sospetto lo avevamo avuto. Il pagamento è avvenuto via PostePay», racconta.
«In più, di solito viene richiesta una caparra del 30%. Per la prima volta ci hanno chiesto il 50%. Abbiamo versato in tutto 800 euro». A colpire Stella però, era stata la disponibilità ostentata dal sedicente titolare del residence.
«Lo abbiamo contattato con una telefonata. Ci ha sempre risposto e quando chiedevamo informazioni sui luoghi da poter raggiungere era molto premuroso».
Stando a quanto raccontato da alcuni turisti molte caparre sarebbero state versate su un conto intestato a «Teologus Siderius». Alcuni raccontano che lo stesso nome evidentemente fittizio sarebbe comparso sull’intestazione di un conto nell’ambito di un’altra truffa simile messa a segno qualche anno fa in un’altra località della Riviera romagnola. Su questi i dettagli i carabinieri non si scompongono troppo.
Ciò che sta emergendo dalle indagini però, non cozza più di tanto con la leggenda metropolitana. Le caparre sarebbero state versate su più conti intestati a carte prepagate che sarebbero state attivate con documenti falsi.
Dalle testimonianze al telefono avrebbero risposto più interlocutori che si sarebbero finti i sedicenti gestori del Residence Andrea. Alcuni raccontano di aver parlato con una donna, altri con un uomo. Tutti erano affabili, educati, disponibili. Non è escluso, dunque, che dietro l’inganno ci sia una banda di truffatori.
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