Falsi certificati per i migranti destinati ai Cpr.
L’indagine, partita da Ravenna. Perquisizioni in varie città. L'intervento congiunto della polizia, lo Sco di Roma e la squadra Mobile.
In evidenza
La polizia, con lo Sco di Roma e la squadra Mobile di Ravenna, sta eseguendo più decreti di perquisizione – locale, personale e informatica – emessi dalla Procura ravennate nell’ambito del procedimento sulla presunta formazione e il rilascio di certificazioni mediche false per impedire l’invio di cittadini stranieri irregolari nei Cpr, i centri di Permanenza per il Rimpatrio.
Destinatari dei decreti, a eccezione di un caso, medici non iscritti nel registro delle persone nei cui confronti si svolgono le indagini preliminari. L’attività giudiziaria interessa oltre venti professionisti nelle città di Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese.
L’indagine si inserisce nel contesto dell’inchiesta che mesi addietro aveva portato ad analoghe perquisizioni, su delega della Pm Angela Scorza, a carico di otto medici all’epoca tutti in servizio al reparto delle Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna, indagati per falso e interruzione di pubblico servizio per 34 certificati considerati falsi.
Per tre di loro era scattata, su ordinanza della Gip Federica Lipovscek, l’interdizione dalla professione per 10 mesi. Per gli altri il divieto di occuparsi di certificati per i Cpr.
Altre Notizie della sezione
Salis: «Siher, capro espiatorio»
28 Ottobre 2026L’europarlamentare Avs denuncia la gogna razzista e islamofoba e accusa il Governo di repressione delle proteste.
Rivoluzione, istruzioni per l’uso
26 Ottobre 2026Il manuale del Movimento 17 ottobre: Sfondiamo gli sbarramenti.
Genitori, ecco chi vuole occupare
23 Ottobre 2026Preside 007 si “infiltra” nelle chat, contestata una circolare del dirigente del Nautico di Genova. Ieri nuove occupazioni in diversi istituti.
