Anno: XXVIII - Numero 152    
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Decreto Omnibus, passa la linea dei Commercialisti

De Nuccio: “L'ennesima conferma della solidità ed efficacia del dialogo istituzionale tra Consiglio nazionale e Mef”

Decreto Omnibus, passa la linea dei Commercialisti

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili esprime “grande soddisfazione” per il recepimento delle proprie proposte nel testo del Decreto Fiscale Omnibus, il quarto decreto correttivo della riforma tributaria, approvato ieri, in via definitiva, dal Consiglio dei ministri.

Questo importante traguardo – afferma il presidente nazionale della categoria, Elbano de Nuccio – rappresenta il coronamento di un intenso e proficuo dialogo istituzionale. Il Consiglio Nazionale ha collaborato strettamente con il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, sin dall’avvio della riforma. L’obiettivo comune è sempre stato la semplificazione delle procedure e la certezza del diritto per i cittadini e le imprese. Il recepimento delle nostre istanze dimostra il valore della sinergia tra professionisti e istituzioni e, per questo, ringraziamo il Viceministro. Le competenze tecniche dei Commercialisti sono state messe al servizio del legislatore per formulare norme chiare, efficienti e immediatamente applicabili.

Tra le proposte del Consiglio Nazionale recepite nel Decreto Omnibus – ricorda il vicepresidente dei commercialisti e delegato alla fiscalità, Vincenzo Moretta – va segnalata la proroga al 31 dicembre 2026 del termine per la presentazione della certificazione del Tax Control Framework, da parte delle imprese che hanno trasmesso la domanda di ammissione al regime di adempimento collaborativo nel 2024 e nel 2025.

Di grande rilevanza – aggiunge il vicepresidente – anche il pacchetto di norme per dare maggiore appeal al concordato preventivo biennale. Si va dai nuovi benefici premiali per chi rinnova l’opzione per il biennio 2026/2027, tra cui trovano posto le nostre proposte di ridurre di due anni i termini di accertamento, di eliminare le maggiorazioni degli acconti e di estendere il ravvedimento speciale all’anno 2023, alla completa rivisitazione della cause di decadenza, riducendone le casistiche, che vede accolte le nostre proposte di eliminare la decadenza in presenza di debiti tributari e contributivi scaduti alla data del 31 dicembre dell’anno precedente a quello dell’adesione e di rendere più facile correggere errori od omissioni mediante dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso.

Inoltre, nel Decreto Omnibus – evidenzia il presidente de Nuccio – trovano finalmente attuazione le norme della delega fiscale sulla certezza del diritto, che avevamo da tempo invocato al fine di garantire un’applicazione conforme del diritto sostanziale nel procedimento accertativo e di ristabilire un maggiore equilibrio tra esigenze erariali e tutela dell’affidamento del contribuente. Si tratta delle norme che fanno decorrere il termine di accertamento dei componenti reddituali negativi a efficacia pluriennale dal primo esercizio di deduzione, di quelle che fanno scattare la presunzione di distribuzione di utili extracontabili nelle società di capitali a ristretta base partecipativa nei soli casi di componenti positivi non contabilizzati e non dichiarati e di componenti negativi indeducibili perché inesistenti e delle norme che legittimano l’accertamento per antieconomicità soltanto in presenza di ulteriori elementi indiziari che, valutati anche unitamente alla riscontrata difformità tra il corrispettivo pattuito e il valore di mercato del bene o del servizio scambiato, siano gravi, precisi e concordanti o, in ogni caso, qualora la difformità in questione risulti manifesta e rilevante.

Il recepimento di queste misure – conclude de Nuccio – conferma la solidità e l’efficacia del rapporto istituzionale costruito con il Mef, trasformando il dialogo in soluzioni normative tangibili per i cittadini e le imprese. In questo scenario di profondo rinnovamento economico e legislativo, il Consiglio nazionale si consolida come un interlocutore centrale e imprescindibile per lo Stato, capace di coniugare rigore giuridico, innovazione e tutela dell’interesse pubblico all’applicazione della giusta imposta”.

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