Le novità sul reddito di cittadinanza 2022, nuovi controlli e tagli in arrivo
La nuova legge di Bilancio, molto probabilmente, porterà novità per il reddito di cittadinanza 2022.
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Le notizie dell’ultima ora, infatti, vorrebbero il governo Draghi al lavoro per limitare i costi del sussidio. Scopriamo come potrebbero avvenire i nuovi controlli e quali tagli ci sono all’orizzonte.
Sono in arrivo alcune novità sul reddito di cittadinanza 2022 per combattere le frodi dei cosiddetti “furbetti del reddito”, oltre al taglio della somma in caso si rifiutino offerte di lavoro. L’obiettivo del governo Draghi, infatti, è anche quello di risparmiare una cifra intorno ai 700 milioni di euro, visto che i beneficiari continuano ad aumentare.
Nel dettaglio, la legge di Bilancio potrebbe già contenere importanti novità per il reddito di cittadinanza 2022, a partire da alcune modifiche per la perdita del diritto al sussidio. Con lo schema attuale, infatti, i beneficiari perdono l’assegno solo se rifiutano tre proposte di lavoro ritenute “congrue” da parte del loro centro per l’impiego.
Uno scenario, però, che non si verifica quasi mai come ha sottolineato l’Inps, perché le offerte non vengono notificate secondo la legge e soprattutto perché è molto rato che i centri per l’impiego presentino ai beneficiari del reddito di cittadinanza 3 offerte di lavoro. Ma allora quali possono essere le possibili limitazioni?
Le novità per il reddito di cittadinanza 2022, secondo le notizie dell’ultima ora, potrebbero prevedere un taglio dell’assegno al primo rifiuto di un’offerta di lavoro (o, più probabilmente, a partire dal secondo rifiuto). Un correttivo che potrebbe far risparmiare almeno 700 milioni rispetto all’aumento di 1,5 miliardi temuto nel costo del reddito per l’anno prossimo.
Ma anche in questo caso, le modifiche potrebbero non essere sufficienti, perché il regolamento attuale prevede che nei primi 12 mesi al momento viene considerata congrua un’offerta entro 100 chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario (o entro 100 minuti con i mezzi di trasporto pubblici), se è la prima offerta, che diventano 250 km alla seconda offerta. ovunque nel territorio italiano alla terza offerta. Non solo. Deve anche esserci coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate dal percettore del reddito di cittadinanza.
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