De Raho: dare liquidità alle imprese, ma attenzione alle mafie
Il Procuratore Nazionale antimafia e antiterrorismo sul rischio infiltrazione se lo Stato non agisce subito
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“Per riprendersi l’economia ha bisogno che accesso al credito, cassa integrazione, tutto ciò che serve, arrivino al più presto, perché dove non arriva lo Stato arrivano le mafie”, così il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero De Raho, intervenuto nel corso della puntata del 14 maggio di “Diciottominuti – uno sguardo sull’attualità” commentando i dati di un sondaggio dei Consulenti del Lavoro che testimonia i ritardi delle banche nell’erogazione dell’anticipo della Cig e anche dei prestiti sotto i 25 mila euro alle imprese. Secondo il Procuratore “le mafie hanno ricchezze enormi e l’unico problema è quello di collocarle”; spesso si “mimetizzano in imprese in difficoltà, che non riescono ad accedere al sistema creditizio e sono costrette ad accedere a quello parallelo illegale”. Per questo motivo “lo Stato non può venir meno nel garantire liquidità alle imprese e un sostegno di solidarietà alle persone che soffrono”. Necessaria secondo De Raho anche una fase di controllo. Un tracciamento non previsto dal Decreto Liquidità ma essenziale “per evitare che gli aiuti possano essere fruiti da aziende o soggetti legati alla criminalità organizzata”. Nel corso del suo intervento, inoltre, il Procuratore ha manifestato stima verso tutti i Consulenti del Lavoro, che portano avanti con grande impegno il loro lavoro, sottolineando il loro “importante ruolo per lo Stato”.
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