Anno: XXVIII - Numero 207    
Venerdì 30 Ottobre 2026 ore 13:30
Resta aggiornato:

Home » Il perdono ai novax e l’estinzione della dignità

Il perdono ai novax e l'estinzione della dignità

Ci sono verità che non possono essere negoziate nei corridoi della politica, e una di queste è scritta col sangue di centinaia di medici e operatori sanitari.

Il perdono ai novax e l'estinzione della dignità

Donne e uomini che, nel momento più buio, non si sono chiesti quale fosse il tornaconto elettorale o l’opportunità di partito. Hanno risposto a un giuramento. Hanno pagato con la vita l’impreparazione, i tagli sistematici alla sanità e l’ipocrisia di un sistema che prima li ha chiamati “eroi” e poi ha voltato loro le spalle.

Oggi, quel sacrificio non è solo dimenticato: è tradito. Assistiamo con profonda indignazione allo spettacolo indecoroso di una politica che pretende di salire in cattedra, piegando l’evidenza scientifica alle convenienze del consenso immediato. Quando i dati epidemiologici, la ricerca e la competenza medica vengono subordinati alle scadenze elettorali, non si sta solo compiendo un errore amministrativo. Si sta compiendo un atto di sciacallaggio culturale.

La scienza non è un menu alla carta da cui la politica può scegliere solo ciò che fa comodo per un sondaggio favorevole. Condizionare i tempi, i verdetti e le scoperte della medicina per fini propagandistici significa disarmare il Paese di fronte alle emergenze del presente e del futuro. Significa umiliare chi passa la vita in laboratorio o in corsia, trattando il sapere scientifico come un fastidioso ostacolo burocratico o, peggio, come uno strumento di scontro ideologico.

Il prezzo di questa arroganza lo pagano sempre i cittadini. Lo pagano i pazienti che vedono la sanità pubblica ridotta a un campo di battaglia politico, e lo paga la memoria di quei medici che sono caduti sul campo, convinti che la loro missione servisse a difendere una comunità unita e guidata dalla ragione.

Questo giornale non assisterà in silenzio alla normalizzazione di questo scempio. Continueremo a pretendere che la politica faccia un passo indietro e restituisca alla scienza l’autonomia, il rispetto e i fondi che merita. Lo dobbiamo alla salute di tutti. Ma, prima di tutto, lo dobbiamo a chi non è mai tornato a casa per difendere la nostra.

 

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

La Cgil sbaglia bersaglio

La Cgil sbaglia bersaglio

30 Ottobre 2026

Il sindacato mette autonomi e dipendenti l'uno contro l'altro, ma il governo non può ignorare le distorsioni del sistema.

Cittadinanza, il sonno degli ingenui

Cittadinanza, il sonno degli ingenui

28 Ottobre 2026

Il caso Siher smonta le illusioni dello ius scholae: frequentare le scuole italiane non significa condividere i valori della Repubblica. Basta automatismi, basta ipocrisie: la cittadinanza è un patto, non un premio di presenza.

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.