Gli interna corporis ignoti agli iscritti
1.700.000 circa professionisti sono obbligati, per legge, ad iscriversi alle Casse di previdenza di riferimento ma non conoscono molti dati fondamentali relativi alla gestione finanziaria e questo perché agli iscritti non vengono comunicati.
La Covip – Commissione di vigilanza sui fondi pensione e sulle casse di previdenza di cui ai d.lgs. 509/1994 e 103/1996 il 15 gennaio 2026 ha inviato a tutte le Casse la seguente comunicazione:


Dalla comunicazione Covip si evince che le osservazioni, riportate nella scheda di sintesi, contenuta nel referto COVIP sul 2024, sono state trasmesse alle Casse di previdenza dal Ministero del lavoro con lettera del 22.12.2025.
Ordunque gli iscritti non conoscono le osservazioni Covip sul 2024 né la lettera trasmessa dal Ministero del lavoro alle Casse il 22.12.2025.
Ora la COVIP, che svolge una funzione molto preziosa per gli iscritti, non può limitarsi a trasmettere le sue osservazioni al Ministero del lavoro senza pubblicarle sul proprio sito istituzionale onde consentire a tutti i professionisti, obbligati per legge ad iscriversi nelle rispettive Casse, di prenderne visione.
Ugualmente per le comunicazioni dal Ministero del lavoro alle Casse di previdenza.
Sul sito del Ministero del Lavoro sono pubblicate solo le delibere di approvazione dei regolamenti e altre delibere dei CdA delle Casse di previdenza.
Il tutto in nome di quella trasparenza che anche per l’ANAC è un pilastro fondamentale e uno strumento preventivo essenziale per combattere la corruzione nella Pubblica Amministrazione. Essa si concretizza nell’accessibilità totale dei dati e documenti amministrativi, favorendo il controllo diffuso, la cultura dell’integrità, la partecipazione dei cittadini e l’efficacia dei controlli anticorruzione.
Gli iscritti alle Casse di previdenza hanno diritto di conoscere, in particolare, le analisi di asset liability management e reportistica impiegata ai fini del controllo della gestione finanziaria nella loro ultima versione relativa all’anno di riferimento, ossia nel caso di specie al 2025 e di ogni altro dato utilizzato per testare la sostenibilità di lungo termine.
Diversamente operando non vi è trasparenza.
La trasparenza è intesa come accessibilità totale dei dati e dei documenti detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini per favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
La trasparenza concorre a attuare i principi costituzionali di eguaglianza, imparzialità, buon andamento, responsabilità, efficacia ed efficienza nell’utilizzo di risorse. Questo integra il diritto ad una buona amministrazione e concorre alla realizzazione di una amministrazione al servizio del cittadino.
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