Cassa dottori commercialisti, 'meno tasse su ricavi finanziari'
Boccia auspica che il governo riduca il fisco dal 26% al 20% .
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“La professione del dottore commercialista si trova al centro di importanti cambiamenti, come la transizione digitale ma anche quella demografica, che stanno ridisegnando profondamente il mondo delle professioni.
In questo contesto, la nostra categoria continua a dimostrarsi solida e capace di adattarsi al cambiamento”, e la Cassa dottori commercialisti “interpreta con responsabilità e visione questo momento, andando oltre il ruolo di Ente previdenziale e agendo come motore di sviluppo e innovazione per la professione”.
Ad esprimersi così il presidente dello stesso Ente pensionistico, Ferdinando Boccia, partecipando oggi al Forum in Masseria, la rassegna economica e politica organizzata da Bruno Vespa con Comin & Partners, a Manduria (Taranto).
“Attraverso una strategia di welfare attivo e investimenti mirati, la Cassa sostiene la crescita della categoria, puntando su digitalizzazione, aggregazioni professionali e sostegno concreto alle famiglie degli iscritti. Risultati solidi come l’avanzo di 1,1 miliardi e riserve oltre i 12,5 miliardi nel 2024 sono frutto di una gestione prudente e responsabile”, ha aggiunto.
“È importante che anche il quadro fiscale riconosca il valore strategico delle Casse di previdenza: ci auguriamo che il governo intervenga per ridurre al 20% (dall’attuale 26%, ndr) la tassazione sui rendimenti finanziari, in linea con quanto previsto per i fondi pensione integrativi, valorizzando così il contributo delle Casse all’economia reale e alla tenuta del sistema pensionistico”, ha chiuso Boccia.
Ansa
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