Anno: XXVIII - Numero 170    
Mercoledì 9 Settembre 2026 ore 13:30
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Gare per i bagni: colossi a caccia delle spiagge liguri

Nell’Imperiese il piccolo e il gigante con lo stesso nome si sfidano per 280 sdraio. Stasio (Sib): «Multinazionali? Per ora arrivano grandi gruppi da Torino e Milano»

Gare per i bagni: colossi a caccia delle spiagge liguri

La sfida, per molti bagnini storici, è impari: la forza di tante famiglie che gestiscono da decenni la stessa spiaggia contro gli amministratori di grandi gruppi che sono solo nomi, società che stanno facendo shopping lungo la costa ligure. Costumi da bagno e cappellini contro completi grigi e cravatte. «Gli stranieri tanto temuti non sono arrivati, ma sono scese in campo società italiane, in gran parte milanesi e torinesi, che stanno prendendo parte a tante gare per gli stabilimenti considerati più appetibili», racconta Massimo Stasio, presidente del sindacato Sib balneari della Città metropolitana di Genova. Non partecipano a una gara, ma a cinque, dieci, venti bandi diversi, investendo cifre che piccole srl familiari non possono avere. Unica limitazione: la possibilità di ottenere una sola concessione, in ciascun Comune, per ogni singolo soggetto giuridico.

I nomi più ricorrenti? La Blue Beach, una spa di Milano che l’anno scorso si è aggiudicata i Bagni Marini di Lavagna, è sbarcata anche a Bonassola e Imperia e sta partecipando a gare nelle località più prestigiose. E poi, tra le grandi società, sono scese in campo la Lido Blu con sede a La Loggia nel torinese, una realtà consolidata nel settore della gestione di stabilimenti balneari che nel 2025 aveva un fatturato da poco meno di 300 mila euro e i conti col segno meno per 41 mila euro: guida l’associazione temporanea di imprese (con Asd Riviera di Torino e I Corsari di Recco) che si è assicurata, tra gli altri, uno dei due stabilimenti di Bogliasco, Maa Beach. L’altro stabilimento bogliaschino, La Caletta, risulta assegnato alla società Nuova Lido con sede a Rapallo insieme a Ristorante Porto Prego con sede a Camogli e Amici dello sport di Lavagna. E poi spuntano altre srl attive in modo più mirato: a Genova ad esempio, nelle gare per Nuovo Lido, San Giuliano e Bagni Europa, era già sceso in campo il raggruppamento di imprese formato da tre società a responsabilità limitata lombarde: RB Lido di Milano capofila di un tridente composto anche da Hsg di Nova Milanese e G. Beach di Milano. Questa squadra lombarda era stata sistematicamente battuta nelle tre procedure ad evidenza pubblica genovesi, ma ha vinto invece un bando a Lavagna. Tra i concorrenti in campo per altre aggiudicazioni, anche la Deca Srl di Grugliasco.

Attrezzarsi per affrontare una gara costa e, senza un investimento iniziale tra i 20 e i 50 mila euro, è inutile partecipare: bisogna pagare geometri, architetti, professionisti in grado di redigere un progetto adeguato e avvocati per la necessaria assistenza legale. Risparmiare in fase di partenza significa perdere ed è ovvio che, per i più piccoli, è un problema investire una cifra così alta sapendo che potrebbe essere senza ritorno.

Ad Arma di Taggia, c’è una sfida in cui Davide e Golia hanno lo stesso nome pieno di poesia: Lido Blu. Lido Blu è il nome dello stabilimento che esiste da sempre, Lido Blu srl è la società piemontese che sta acquisendo stabilimenti in tutta Italia. «Il mio stabilimento con quel nome ad Arma di Taggia è gestito dalla mia famiglia da trent’anni, la società è una srl di cui io sono diventata responsabile legale dopo la morte di papà che l’aveva fondata. Gli altri sono concorrenti che ambiscono a subentrare partecipando al bando, entrambi abbiamo già depositato le buste con l’offerta e siamo in attesa dell’apertura e dell’aggiudicazione, non sappiamo ancora quando sarà: non abbiamo alcun contatto, ho visto solo i loro geometri qui sull’arenile». Susanna Rivera, classe 1961, è la rappresentante legale della società Sant’Erasmo che gestisce i bagni Lido Blu di Arma. Una creatura di famiglia. Suo padre Umberto Rivera, storico imprenditore di Arma di Taggia. Per tanto tempo era stato il direttore dell’Hotel Vittoria e dopo essere andato in pensione a sessant’anni, dagli anni Novanta alla morte, per quasi trent’anni, aveva cambiato attività, coinvolgendo tutta la famiglia nella gestione di uno dei più grandi stabilimenti di Arma di Taggia. «Andando indietro nel tempo, c’era una prima società che si chiamava Medusa. Poi era subentrato il gestore storico che ancora tanti qui ricordano, per me era solo il signor Gilardino. E poi dopo una fase transitoria eravamo arrivati noi, a metà degli anni Novanta». Umberto Rivera è mancato nel 2023 a 88 anni, sono rimasti la moglie Eva Maria Strobel, con le due figlie Sonia e Susanna. Chi è il frequentatore-tipo dello stabilimento? «Sono tutti clienti storici, la maggior parte veniva qui prima che nascesse la nostra società, persone che magari adesso hanno ottant’anni e sgambettavano qui, negli anni dell’infanzia, con i loro genitori».

I Lido Blu sono stabilimenti grandi, tra i 280 e i 300 posti, e i concorrenti in gara sono solo due, omonimi e distantissimi. Lido Blu contro Lido Blu, Kramer contro Kramer. Tra le altre realtà balneari della cittadina, tre hanno visto aderire al bando solo gli attuali gestori. Per la spiaggia più contesa si sono presentati in cinque, in altri tre casi i concorrenti sono tre; in due casi, la sfida è tra due pretendenti.

L’attesa logora tutti. Anche le strutture degli stabilimenti. Ancora Rivera: «Certo, noi abbiamo partecipato alla gara e se vinceremo e saremo quindi in condizione di rimanere, dovremo fare ulteriori investimenti». Anche perché, spiega «è dal tempo del Covid che si naviga a vista, siamo andati avanti solo con le ordinarie manutenzioni. Senza garanzia di continuità, nessuno ha avuto il coraggio di fare qualcosa di bello e di nuovo. Oggi possiamo solo attendere per sapere se resteremo qui, ma mi piace pensare che quella che abbiamo davanti sia anche un’occasione per migliorare».

Lo stress da gara si fa sentire. L’uomo che è probabilmente il decano dei balneari in Liguria ha 83 anni, il suo nome di battesimo è Riccardo ed è una maniera di aneddoti sul suo stabilimento, nel levante ligure: dalle memorie tramandate di bocca in bocca della vita in spiaggia dagli anni Venti ai giorni nostri, passando per gli anni Cinquanta quando alla boa dello stabilimento, rinomato anche per il suo ristorante, era attaccata una vasca di aragoste vive. «E il bagnino doveva andare ad aprirla e prelevarne una, quando c’era bisogno ai tavoli». Il balneare Riccardo racconta e apre un albo di foto d’epoca. Poi però si tira indietro: «La speranza è che nessuno si presenti alla gara e raccontare la nostra storia potrebbe essere controproducente, qualcuno che non ci conosce potrebbe interessarsi: meno si parla di questa spiaggia e meglio è, fino a che non saranno chiusi i termini per partecipare ai bandi».

 

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