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LA RIFORMA DELLE PROFESSIONI OGGI IN AULA AL SENATO

Riforma delle professioni: cambia il futuro degli Ordini

LA RIFORMA DELLE PROFESSIONI OGGI IN AULA AL SENATO

Inizialmente prevista venerdì scorso inizieranno oggi  la votazioni in aula al Senato del disegno di legge delega per la riforma degli statuti di 15 categorie professionali – agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari – che è alla sua prima lettura.

Il provvedimento, alla sua prima lettura parlamentare, è stato approvato dal Consiglio dei ministri del 4 settembre del 2025 e punta a riordinare criteri e principi per l’esercizio di 15 professioni regolamentate, modificando, tra l’altro, i criteri di accesso, la deontologia, la formazione, le procedure elettorali dei Consigli nazionali e degli Ordini territoriali.

A seguito del varo nelle due Camere l’Esecutivo dovrà varare i provvedimenti attuativi per la concretizzazione dei contenuti del disegno di legge delega.

Riforma delle professioni: le novità

Prende il via nell’Aula del Senato l’esame del disegno di legge delega che punta a rinnovare gli ordinamenti di quindici professioni ordinistiche. Si tratta di una riforma attesa da anni, destinata ad aggiornare un sistema che, per molti aspetti, non risponde più alle esigenze del mercato del lavoro, dell’innovazione tecnologica e delle nuove competenze richieste ai professionisti.

Il provvedimento riguarda agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, biologi, chimici e fisici, geologi, geometri, giornalisti, periti agrari, periti industriali, psicologi, tecnologi alimentari, dottori agronomi e forestali e altre categorie interessate dai rispettivi ordinamenti professionali. Restano invece esclusi gli avvocati, i commercialisti e i consulenti del lavoro, già interessati da specifici percorsi di revisione normativa.

L’obiettivo della delega è affidare al Governo il compito di adottare, entro i termini stabiliti dalla legge, uno o più decreti legislativi per modernizzare l’organizzazione degli Ordini professionali, semplificare le procedure amministrative e adeguare le norme ai profondi cambiamenti intervenuti negli ultimi decenni.

Tra i principi cardine della riforma figura il rafforzamento della trasparenza e della democraticità degli Ordini, con regole più chiare per l’elezione degli organi di governo e una revisione dei sistemi di incompatibilità. Particolare attenzione è riservata anche al ricambio generazionale, favorendo una maggiore partecipazione dei giovani professionisti e promuovendo una presenza più equilibrata tra uomini e donne negli organismi rappresentativi.

Il disegno di legge punta inoltre a valorizzare la formazione continua, considerata uno strumento essenziale per garantire la qualità delle prestazioni professionali. L’aggiornamento delle competenze dovrà tenere conto delle trasformazioni introdotte dalla digitalizzazione, dall’intelligenza artificiale e dalle nuove tecnologie, che stanno modificando profondamente il modo di esercitare molte professioni.

Un altro capitolo riguarda la semplificazione delle procedure di accesso agli Albi e la razionalizzazione degli adempimenti burocratici, con l’obiettivo di ridurre tempi e costi sia per i professionisti sia per le amministrazioni. È prevista anche una revisione dei procedimenti disciplinari, che dovranno assicurare maggiore uniformità, trasparenza e garanzie per gli iscritti.

La delega apre inoltre la strada a una revisione delle competenze professionali, con l’intento di evitare sovrapposizioni tra categorie e di adeguare gli ambiti di attività all’evoluzione delle discipline scientifiche e tecniche. Un aspetto particolarmente rilevante in un contesto nel quale le professioni operano sempre più spesso in maniera interdisciplinare.

Per il Governo la riforma rappresenta un passaggio strategico per rendere il sistema professionale italiano più moderno, competitivo e coerente con gli standard europei. Le categorie interessate, pur condividendo l’esigenza di un aggiornamento degli ordinamenti, seguono con attenzione l’iter parlamentare e chiedono che i decreti attuativi vengano elaborati attraverso un confronto costante con gli Ordini nazionali e con le rappresentanze professionali.

Il voto del Senato costituisce quindi il primo passaggio di un percorso destinato a incidere in modo significativo sull’organizzazione delle professioni ordinistiche italiane. Se la delega sarà approvata, la fase più delicata sarà quella della stesura dei decreti legislativi, nei quali saranno definiti concretamente i nuovi assetti organizzativi, le regole di funzionamento degli Ordini e le modalità con cui le professioni affronteranno le sfide dei prossimi anni.

  1. Le 10 principali novità della riforma delle professioni

 

1.Ordinamenti aggiornati

Revisione complessiva degli statuti e delle norme che disciplinano quindici professioni ordinistiche.

  1. Delega al Governo

Sarà il Governo ad adottare i decreti legislativi che daranno concreta attuazione alla riforma.

  1. Ordini più moderni

Nuove regole per l’organizzazione e il funzionamento degli Ordini professionali, con procedure più snelle.

  1. Più trasparenza

Rafforzati i criteri di trasparenza amministrativa, pubblicità degli atti e responsabilità degli organi di governo.

  1. Governance rinnovata

Revisione delle modalità di elezione degli organi dirigenti e delle norme sulle incompatibilità.

  1. Formazione continua

Aggiornamento professionale sempre più orientato alle competenze digitali, all’innovazione e all’intelligenza artificiale.

  1. Accesso semplificato

Procedure più rapide per iscrizioni agli Albi e riduzione degli adempimenti burocratici.

  1. Procedimenti disciplinari uniformi

Regole più chiare e omogenee per garantire imparzialità, trasparenza e tutela degli iscritti.

  1. Competenze ridefinite

Aggiornamento degli ambiti professionali per evitare sovrapposizioni tra categorie e valorizzare le nuove specializzazioni.

  1. Maggiore rappresentanza

Promozione del ricambio generazionale e dell’equilibrio di genere negli organi di rappresentanza degli Ordini professionali.

Le categorie interessate: agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, biologi, chimici e fisici, geologi, geometri, giornalisti, periti agrari, periti industriali, psicologi, tecnologi alimentari, dottori agronomi e forestali e altre professioni disciplinate dal provvedimento. Restano escluse dalla delega le categorie già interessate da specifiche riforme, come avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro.

 

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