Anno: XXVIII - Numero 177    
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ALLARME SCIPPO

Giorgetti allunga le mani sul patrimonio delle casse di previdenza.

ALLARME SCIPPO

Siamo alle solite: quando il Governo ha bisogno di soldi guarda al patrimonio dei Fondi pensione e delle Casse di previdenza.

Caso Enpam, Giorgetti al Senato: linee guida per la prudente gestione dei patrimoni

Il Governo stringe i tempi sulla regolamentazione delle risorse finanziarie delle casse di previdenza private. L’esecutivo è intenzionato a varare una disciplina quadro generale che definirà le norme di indirizzo per l’impiego dei patrimoni degli enti di diritto privato, introducendo paletti stringenti sui conflitti d’interesse e nuovi obblighi di trasparenza informativa a tutela degli iscritti.

Focus su gestione del rischio e sostenibilità

L’intervento normativo punterà a ridefinire il perimetro operativo delle casse anche in relazione alle strategie di investimento e alla gestione del rischio. L’obiettivo macroeconomico, come precisato dall’esecutivo, è orientare l’asset allocation verso una prudente gestione, garantendo la solidità patrimoniale necessaria ad assolvere le obbligazioni istituzionali e a fare fronte alla contribuzione obbligatoria degli iscritti.

Il dossier è stato affrontato direttamente dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, durante un question time al Senato focalizzato sulla situazione dell’Enpam, la cassa di previdenza di medici e odontoiatri.

Il ruolo del Mef e i controlli sui saldi previdenziali

Il titolare di Via XX Settembre ha chiarito la ripartizione delle competenze nell’architettura dei controlli sui bilanci degli enti privatizzati. Pur demandando le valutazioni tecniche ai dicasteri vigilanti, il ministro ha confermato la centralità del Tesoro nel monitoraggio dei flussi finanziari del comparto.

“Ulteriori aspetti sono di stretta pertinenza dei ministeri competenti, fermo restando che il Mef valuterà gli effetti delle eventuali riforme sulla sostenibilità del sistema previdenziale”, ha puntualizzato Giorgetti, delineando una vigilanza focalizzata sugli equilibri di lungo termine del sistema.” (Fonte: La mescolanza.com )

“Relazione Covip, resta in Italia il 38% degli investimenti delle Casse di previdenza

Il patrimonio degli enti privati è salito nel 2025 a 136 miliardi di euro. Oltre 52 mld destinati a titoli di stato e proprietà immobiliari.

Patrimonio delle Casse di previdenza private «a gonfie vele»: al 31 dicembre 2025 le attività detenute dal comparto sono salite a 136 miliardi (+8,7% al confronto con l’annualità precedente), sospinte dall’andamento favorevole dei mercati finanziari e, in particolare, di quelli azionari. E, di questi beni in crescita, la porzione investita nell’economia italiana (ossia «in primis» titoli di Stato ed emessi da soggetti residenti in Italia, nonché proprietà immobiliari) ammonta a 52,3 miliardi, pari al 38,4% del totale.

È quel che si legge nella relazione della Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, illustrata a Roma dal presidente Mario Pepe che, nel suo intervento, ha lanciato l’idea di introdurre «un’unica Autorità di controllo su tutto il welfare integrativo», giacché «l’invecchiamento della popolazione, l’allungamento della speranza di vita e la crescente complessità dei bisogni sociali hanno determinato una progressiva interconnessione tra previdenza, assistenza e tutela della salute». È arrivato il momento, perciò, in cui tali ambiti non possono essere più considerati separatamente, è stato l’affondo del vertice dell’organismo, che controlla le forme pensionistiche complementari le cui risorse complessive sono arrivate a 262 miliardi (+7,7%) e i cui aderenti sono quasi 10,5 milioni (+4,8% rispetto al 2024), con 757.000 nuovi iscritti nel 2025 (la cui metà è under35).

Nel frattempo, si vanno delineando le questioni che gli Enti dei professionisti, in vista della Legge di Bilancio 2027, sottoporranno al ministero del Lavoro nel tavolo tecnico del 23 giugno. E, fra queste, si vocifera, dopo la recente «chiamata alle armi» del vicepremier e leader di Fi Antonio Tajani, affinché investano di più nel Paese, e la pronta (e prudente) replica dei sottosegretari al Lavoro e all’Economia della Lega Claudio Durigon e Federico Freni, convinti che occorra prima «pensare a pagare le pensioni», non mancherà la richiesta di un «taglio» del prelievo fiscale sui ricavi finanziari.” (Fonte: Simona D’Alessio, Italia Oggi, 10.6.2026)

Il programma tra Casse, extraprofitti e tassazione

Una novità che viene definita «strutturale» e che il ministro vuole inserire (non si sa ancora come) riguarda gli investimenti dei fondi e le Casse previdenziali. Da sovranista pragmatico il ministro leghista vuole che il risparmio degli italiani non prenda la via dei mercati esteri, segnatamente quello americano, e invece sia impiegato per agevolare investimenti, aziende e ricerca in Italia. Sembra che i tecnici stiano completando una sorta di mappatura del risparmio italiano e dei suoi percorsi proprio per rendere praticabile questa svolta «strutturale». Si tratterà di pura moral suasion oppure l’invito — per usare un eufemismo — a investire in Italia sarà più pressante e cogente? È presto per dirlo, ma il tema va tenuto a mente in attesa delle prossime mosse. Altro argomento che potremmo inserire nella cartelletta delle «relazioni con i poteri forti» investe il tema degli extraprofitti sia delle società energetiche sia delle banche. Giorgetti dovrà tener conto di un orientamento favorevole di Salvini e di una contrarietà di Forza Italia, delle rimostranze delle grandi partecipate pubblica e probabilmente dell’Abi: i bookmaker danno come esito possibile una mediazione e il varo di una formula intermedia, come già accaduto in passato.” (Fonte: Corriere della Sera, 18.09.2026)

Al Governo non basta che il 38,4% di questo patrimonio sia investito in Italia, vuole di più e oggi proprio il Ministro Taiani lo ha confermato.

Ma c’è un ma che il Governo dimostra di non capire: il patrimonio non è delle Casse di previdenza bensì degli iscritti, costituito da montanti pensionistici.

 

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