Il nuovo voto premia il campo largo
Con due punti di vantaggio, centrosinistra verso una maggioranza netta.
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Lo scontro sulla legge elettorale che va avanti da settimane ritorna alla Camera, dopo il via libera del Senato, e probabilmente si concluderà all’inizio di ottobre con un voto che potrebbe anche far cadere il governo Meloni, se le cose non andassero come previsto dall’esecutivo. Ma nonostante la dura opposizione del centrosinistra, alla fine la riforma elettorale – chiamata a livello giornalistico Stabilicum o Melonellum – potrebbe favorire proprio il campo largo. Lo mostra la simulazione di Only Numbers realizzata nell’ambito della rilevazione per Porta a porta.
Ad oggi, l’istituto ha misurato che il centrodestra prenderebbe il 41,1% dei voti, mentre il centrosinistra arriverebbe al 43,2%. Circa due punti di differenza, che con l’attuale legge elettorale (chiamata Rosatellum) potrebbero garantire un leggero vantaggio. Con il Melonellum, invece, porterebbero a una maggioranza netta. Naturalmente, le cose andrebbero al contrario se nel centrodestra entrasse anche Roberto Vannacci, con il 7,4% di Futuro nazionale.
Il confronto tra i due sistemi elettorali mostra chiaramente la differenza. Se si andasse a votare oggi, con i numeri misurati dal sondaggio di Only Numbers e con l’attuale legge elettorale, il campo vincerebbe ma avrebbe un vantaggio contenuto, per quanto riguarda i seggi: alla Camera ne otterrebbe 190 su 400 (non la maggioranza assoluta, quindi), contro i 178 del centrodestra. Considerando che ci sarebbero anche 19 deputati di Futuro nazionale, ci potrebbe anche essere una maggioranza alternativa di estrema destra che, andando dai forzisti ai vannacciani, supererebbe il campo largo. Nel mezzo ci sarebbe anche Azione di Carlo Calenda, che con i suoi 8 seggi ottenuti grazie al 3,3% dei voti, potrebbe giocare un ruolo significativo negli equilibri tra le coalizioni.
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