"Alleati con Vannacci? Imbarcare tutti è il metodo della sinistra"
Meloni chiude a Futuro Nazionale, difende la coalizione e conferma il no alle preferenze nella riforma elettorale.
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“Non sarebbe serio proporre un’alleanza da parte di chi ha sempre votato contro la fiducia a questo governo, per mandarlo a casa”. È lapidaria la risposta di Giorgia Meloni, intervistata dal Giornale, alla domanda se il centrodestra si alleerà con Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. La premier chiude le porte al generale: “Il centrodestra si presenterà per quello che è sempre stato: una coalizione di persone e movimenti che stanno insieme per scelta, con un progetto per l’Italia che viene prima dei loro destini personali. Non è un cartello messo insieme il giorno prima del voto con chi, fino al giorno prima, ha cercato di affossarti in ogni modo. Quello è il metodo della sinistra, e non ha funzionato alla prova del governo”.
La premier è tornata a insistere sul caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori: “È evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c’è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate. Non si possono dare otto anni a un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto del propri giorni in carcere, perché ha reagito a una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia”, ha aggiunto Meloni, “come si può chiedere a un comune cittadino di avere, in un contesto di alto pericolo, stress e picchi emotivi, il sangue freddo necessario per capire quando è venuto meno il pericolo, o che la minaccia è cessata? Sono situazioni difficili da gestire anche per i professionisti addestrati a questo, figuriamoci per un normale cittadino. Non si può non tenere minimamente conto di questo”.
Poi una stoccata al sindaco di Bologna e alla sua decisione di convocare un presidio in piazza dopo la morte di Abderrahim Fakir nelle mani della Polizia: “Ho trovato irresponsabile l’idea del Sindaco Lepore di chiamare la piazza all’indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità. Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle Forze dell’ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco Bologna, alimentare lo scontro sociale, aggredire la Polizia e seminare violenza in città”, ha proseguito Meloni, “fa molto riflettere, poi, che la sinistra non sia mal scesa in piazza per esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente delle Forze dell’ordine”.
Infine un passaggio sulla nuova legge elettorale: “Penso sia utile per la nazione avere una legge elettorale che assicuri governabilità e stabilità e permetta a chi vince le elezioni di governare senza inciuci o maggioranze arcobaleno. Questo è il cuore della riforma ed è quello che fa impazzire la sinistra, che è abituata a governare anche quando perde le elezioni, proprio grazie ai giochi di palazzo ma questa nazione merita di non tornare indietro. E sulle preferenze non ho cambiato idea”.
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