Anno: XXVIII - Numero 168    
Lunedì 7 Settembre 2026 ore 13:30
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Al campo largo servirebbero primarie per decidere come fare le primarie

L'ultimatum di Giuseppe Conte al Partito Democratico evidenzia lo scontro interno al centro-sinistra per la scelta del candidato premier del "campo largo"

Al campo largo servirebbero primarie per decidere come fare le primarie

Gira le televisioni, le feste dell’Unità locali e nazionali e lancia ultimatum all’indirizzo della segreteria del Partito democratico. Giuseppe Conte è in perenne campagna elettorale. Obiettivo, vincere le primarie. Per ottenere il risultato è disposto a qualsiasi cosa. Ieri, dagli studi di La7, ospite de L’Aria che tira, la campagna contiana ha mutato definitamente postura lanciando un avvertimento all’alleata-avversaria Elly Schlein che ha il sapore di essere definitivo: «È perfettamente legittima l’aspirazione della segretaria del maggiore partito, il Pd, di potere essere il candidato premier di tutta la coalizione. Però, se è la prima volta che andiamo in coalizione, non possiamo noi, e io immagino gli altri partiti, accettare questa regola». È diretto, l’avvocato del popolo. Patti chiari e amicizia lunga. Il senso è: se imponete la vostra linea, arrivederci e grazie. E adesso cosa succederà? Non è dato sapere fin quando ancora il livello dei decibel si alzerà. Certo è che Conte non intende cedere lo scettro. Vuol pagare cara la pelle.

Il leader del M5S ritiene di avere il curriculum migliore e, dettaglio di non poco conto, viene sponsorizzato sotto traccia da una fetta importante del Nazareno, capitanata dal direttore di Rinascita e ideologo dem, Goffredo Bettini. Cui si aggiunge la scialuppa di ministri che hanno fatto parte

dell’esecutivo dell’avvocato del popolo. Forte di questo consenso giovedì ha iniziato il tour delle feste dell’Unità. Prima tappa Genova ospite di Silvia Salis, sindaca di Genova e aspirante federatrice del mondo riformista. Il leader del M5S vuole provare a conquistare l’elettorato democrat. Ecco, dopo il capoluogo ligure, il tour del leader del M5S prevede un dibattito alla kermesse di Bologna, la città rossa per antonomasia ma anche la stessa della segretaria democrat. E infine a Pesaro alla festa dei giovani democratici dove dialogherà con l’ex sindaco e oggi eurodeputato Matteo Ricci.

In queste occasioni cercherà di parlare al popolo dem, portando il programma anti-woke e anti-patrimoniale, e soprattutto metterà sul tavolo la sua storia politica rivolgendosi dunque agli elettori del Nazareno. Il non detto sarà: «Io il presidente del Consiglio lo so fare perché l’ho già fatto». Tutto questo sarà funzionale al suo disegno a maggior ragione se si svolgeranno le primarie. E se si faranno i decibel continueranno a crescere. È il motivo per cui nell’ultima settimana Conte è stato tranchant. Da giorni invia un messaggi forte e chiaro all’avversaria Elly. In un crescendo iniziato lunedì sera a In Onda, sempre su La7: «Le primarie fanno parte della tradizione del Partito democratico. Non le vogliono fare? Ce lo dicano chiaramente, non sui giornali».

Punti chiave dello scontro

  • Il no all’automatismo del “partito maggiore”: Conte ha definito “inaccettabile” l’idea che il partito con la percentuale più alta esprima automaticamente il candidato premier. Secondo il leader M5S, un’alleanza non può basarsi sull’egemonia di una sola forza politica. [1, 2]
  • Le primarie come condizione: Per il Movimento 5 Stelle, le primarie rappresentano l’unica via per legittimare il candidato più competitivo e garantire un’ampia partecipazione dei cittadini. Senza questo passaggio, la tenuta stessa della coalizione del campo largo viene messa in discussione. [1, 2]
  • Il nodo del programma: Conte spinge per congelare i dibattiti quotidiani sui nomi e concentrarsi, nel mese di settembre, sulla definizione di un programma politico comune, rimandando solo successivamente la scelta della leadership.

 

Le posizioni a confronto

 

 

 

Giuseppe Conte (M5S)

Primarie di coalizione

Evitare che il PD imponga le proprie decisioni; valorizzare la competitività del candidato attraverso il voto popolare.

Elly Schlein /

Cautela / Ricerca di un’alternativa

Parte del partito teme lo scontro diretto nei gazebo tra Schlein e Conte, preferendo l’accordo politico o una figura terza (difficile da trovare).

 

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