Conte e Schlein, divergenza (e discussione) sulla difesa di Meloni
Alla fine, serve una discussione (animata) nel corridoio fumatori di Montecitorio tra la segretaria del Pd e il numero dei Cinque Stelle per chiarirsi.
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La difesa di Meloni dall’attacco di Trump diventa un caso nel campo largo. Le due ruote della quasi alleanza di centrosinistra vanno a velocità diverse. In aula, la segretaria del Pd Elly Schlein prende le difese della presidente del Consiglio. “È accaduta una cosa gravissima. Voglio esprimere la nostra più ferma condanna, che sono certa sarà unanime in quest’Aula, per l’attacco del presidente Donald Trump alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone. Nessun capo di stato straniero può permettersi di mancare di rispetto al nostro Paese e al nostro governo. Siamo avversari in quest’aula, ma siamo tutti italiani”, dice Schlein.
Giuseppe Conte, e prima di lui il capogruppo M5s Riccardo Ricciardi, erano stati meno benevoli nei confronti della premier, limitandosi a dare solidarietà “all’istituzione della Presidenza del consiglio” ma non a Meloni in quanto premier, perché “se non ti comporti come istituzione per anni ma ti comporti come leader politica prona a Trump per 4 anni fino a candidarlo Nobel per la Pace, se sposi il nazionalismo di Trump, questa è la moneta con cui ti paga”. Insomma, per il partito di Conte, Trump ha
E dire che Conte e Schlein si erano appena accordati per partecipare insieme a una manifestazione unitaria per la pace. Anche per questo, il diverso approccio richiama un chiarimento, avvenuto nel corridoio dei fumatori di Montecitorio. Schlein e Conte si appartano e la leader dem spiega a lungo il senso delle sue parole. Una scena immortalata da una foto di un deputato. Poi i due coi cronisti glissano.
di Alfonso Raimo su Huffpost
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