Il campo largo? È già pieno di mine tra veti incrociati e il nodo primarie
Tutti festeggiano ma Conte sfida Elly per la leadership. E i riformisti mugugnano.
In evidenza
Un minuto dopo la prima proiezione che certifica la vittoria del No, non di corto muso ma di quasi 8 lunghezze di scarto, i telefoni degli altissimi dirigenti del campo largo esplodono. Il No vince, convince e si prepara alla grande sfida delle elezioni politiche del 2027. La santa alleanza a difesa della Costituzione, trainata dalla mobilitazione di magistrati, Cgil, artisti e gran parte dell’intellighenzia di sinistra, sbanca al bottino elettorale. E si precipita in piazza a festeggiare: Maurizio Landini in versione capo popolo e leader ombra del campo largo, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli in quota sinistra-sinistra, Elly Schlein con i galloni della candidata premier in pectore e Giuseppe Conte pronto a rovinare la festa alla segreteria del Pd. Grande assente Matteo Renzi che poco prima ha dichiarato: “Fare subito le primarie per scegliere il leader”.
È un giorno di festa in casa Pd, M5S e Avs. “Cominciamo ad abituarci alle buone notizie” si lascia scappare Elly Schlein. Una vittoria piena, larga. Rincarano la dose dalle parti del M5S: “Si apre una nuova stagione”. Maurizio Landini, segretario della Cgil e secondo molti il vero motore della campagna referendaria del No, è un fiume in piena: “È una giornata bellissima, l’inizio di una nuova primavera. Ancora una volta il popolo italiano ha ribadito che la Costituzione non si tocca ma si applica.
Questa giornata dice anche un’altra cosa: questo governo non rappresenta la maggioranza del Paese”.
L’immagine di Piazza Barberini certifica la ripartenza di un campo largo che da ora in avanti avrà l’arduo compito di trasformare il No in una proposta politica di governo. La felicitazione del momento favorevole riporta alla famosa vittoria della coalizione di Achille Occhetto alle elezioni comunali nel 1993, ribattezzata la primavera dei sindaci di centrosinistra. All’epoca il segretario del Pds parlò di “gioiosa macchina da guerra”. Ma qualche mese dopo il centrosinistra perse le elezioni contro la novità Silvio Berlusconi.
Oggi i toni non sono di quel tenore ma poco ci manca. Elly Schlein non ha dubbi: “C’è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l’alternativa”. Elly, nelle sue prime dichiarazioni post vittoria del No, si muove da leader del campo largo: “Batteremo Meloni alle prossime politiche, l’ho detto prima e lo ribadisco dopo. È chiaro che questo voto con un’affluenza molto alta è un messaggio di cui il governo deve tenere conto”. La segreteria del Pd si è giocata tutte le carte nel referendum appena concluso. “Elly ha fatto all in e ha vinto la sua battaglia” filtra dal Nazareno. Parole che si traducono in un solo modo: Schlein ritiene che la candidata naturale alla presidenza del Consiglio sia lei perché a capo del partito con la percentuale maggiore. Tuttavia se gli alleati rilanciano con le primarie non potrà scuotere le testa. Anzi, dovrà accettare la sfida. Di sicuro la leader del Pd dovrà vedersela con il capo del M5S. Giuseppe Conte è stato il più lesto a chiedere la consultazione per la selezione del candidato premier della coalizione di centrosinistra: “Ci apriamo alla prospettiva delle primarie, che siano veramente aperte come occasione per i cittadini di contribuire a una discussione ampia per individuare il candidato o la candidata più competitiva e il migliore interprete del programma. Si apre una nuova stagione, una primavera politica”. Risposta di Elly: “Ho sempre detto che in caso di primarie sarei stata assolutamente disponibile. Noi continuiamo a essere testardamente unitari”.
E unitari significa allargare alle forze più moderate centriste della coalizione. Appare complicato un ritorno di fiamma con Azione di Carlo Calenda che da mesi ha scelto il campo terzopolista.
L’idea del Nazareno è di estendere il confronto a tutti i cespugli centristi che gravitano nel centrosinistra. Fra gli altri, Più Uno di Ernesto Maria Ruffini, l’associazione Primavera di Vincenzo Spadafora, il movimento attorno all’assessore capitolino Alessandro Onorato. Senza dimenticare la prima cittadina di Genova, Silvia Salis, che rappresenta un profilo più largo e moderato in grado di intercettare un pezzo di elettorato di centrodestra. Tutto questo significa una sola cosa: il campo largo è ancora da costruire, da definire nei contorni del perimetro della coalizione, nel programma e nella definizione della leadership.
Altre Notizie della sezione
Opposizione critica sul dl carburanti ma non ha idee chiarissime
20 Marzo 2026Meloni:” prendo atto che l’opposizione preferiva che non lo facessimo, ma anche loro lo chiedevano, nel decreto ci sono le accise mobili che le opposizioni ci chiedevano. Non mi sembra che abbiano le idee chiarissime”.
Pulp Meloni. La svolta pop della premier che costringe la sinistra a rincorrere
19 Marzo 2026La partecipazione di Meloni al format di Fedez ha fatto discutere, ma all'estero - a partire dagli Usa - sui podcast si giocano parti di campagna elettorale.
«Ma il sorteggio è nell’anima dei veri 5Stelle…».
18 Marzo 2026Parla Toninelli L'ex ministro delle infrastrutture: «La riforma è profondamente grillina. Conte? Cerca solo di sopravvivere».
