Torino, il Pd scarica Albanese: no alla cittadinanza onoraria I dem hanno scaricato il M5s: "Rischia di diventare così una battaglia di parte".
Grillini in tackle: "Un grave errore politico e morale".
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Clima di alta tensione a Torino tra Pd e M5s. Sembra infatti essersi concluso l’iter della mozione presentata dalla consigliera pentastellata Valentina Sganga per il conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi occupati nonché nuova paladina della sinistra pro Pal. E nel mirino dei grillini sono finiti proprio i dem. La proposta, che nelle scorse settimane aveva già suscitato divisioni all’interno della maggioranza, ha perso l’appoggio dei consiglieri piddini. Dopo il confronto nella conferenza dei capigruppo, i rappresentanti dem hanno comunicato la decisione di ritirare le firme apposte all’atto, determinando di fatto l’arresto della mozione.
Durante la riunione di venerdì scorsi, riporta Il Foglio, il M5s aveva chiesto di anticipare la discussione e di inserire il documento nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale. Ma la richiesta non ha trovato consenso: Partito Democratico, Moderati e Sinistra Ecologista hanno espresso parere contrario. Questi ultimi hanno motivato la loro posizione sottolineando che “le preferenze della maggioranza e dei 5 Stelle non sono abbastanza per fare approvare il documento oggi”.
I quattro consiglieri del Pd che avevano inizialmente sottoscritto la mozione – Ludovica Cioria, Tony Ledda, Simone Tosto e Abdullahi Ahmed – hanno spiegato in una nota la loro decisione: “Per sostenere e difendere il prezioso lavoro di Francesca Albanese pensiamo che sia sbagliato portare in votazione una proposta di cittadinanza onoraria, che oggi non avrebbe i numeri per essere approvata dal Consiglio Comunale”. E ancora: “Una proposta che nasceva come un positivo dialogo, rischia di diventare così una battaglia di parte. Non vogliamo dare adito a ulteriori polemiche, malignità e strumentalizzazioni sul lavoro indipendente e libero di Francesca Albanese, né offrire un’occasione di speculazione a quanti provano quotidianamente a delegittimare le sue competenze e le sue ricerche”.
Alla presa di posizione del Pd è seguita la replica al vetriolo dei consiglieri pentastellati Valentina Sganga e Andrea Russi, che hanno diffuso una nota congiunta dai toni critici: “Il diniego del Pd a discutere la mozione su Francesca Albanese è un grave errore politico e morale”.
Si legge ancora: “Dopo le sanzioni imposte dagli Stati Uniti, che impediscono ad Albanese perfino di accedere ai servizi bancari, e dopo che la rappresentanza israeliana alle Nazioni Unite l’ha definita pubblicamente una ‘strega’, ci chiediamo cos’altro debba ancora accadere perché almeno la sinistra riesca a mostrarsi compatta nel sostegno a questa donna coraggiosa, che ha semplicemente avuto l’audacia di dire la verità. Questo voto – conclude la nota – non è solo su una cittadinanza onoraria: è una prova di verità per capire se le istituzioni sono ancora capaci di assumersi la responsabilità delle proprie scelte”.
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