Ancora sulla sentenza del caso Turetta.
Valeria Verdolini, ricercatrice all'Università di Torino, attivista di Antigone.
In evidenza
“Il diritto penale è uno strumento preciso, regolato da garanzie formali, nato per limitare l’arbitrio. Il suo compito non è offrire risposte consolatorie, ma definire responsabilità individuali. È da questa tensione tra dolore, simbolo e diritto che nasce l’indignazione per una sentenza che infligge già la pena massima, ma non sembra “sufficiente” dal punto di vista simbolico. Tuttavia, il diritto penale ha limiti precisi. Serve a stabilire responsabilità, non a costruire pedagogie collettive. E se chiediamo al processo penale di colmare il vuoto culturale e politico della società, finiamo per confondere il ruolo del tribunale con quello della coscienza pubblica.”
E ancora: “Un vero femminismo non può sposare la dimensione punitiva, o non può sposare solo quella dimensione, perché quella modalità dicotomica riporta spesso le donne in una condizione – ancora una volta – di vulnerabilità.”
Altre Notizie della sezione
Ponte sullo Stretto e crisi della deontologia pubblica
11 Giugno 2026Le intercettazioni riaprono il tema dell’etica istituzionale, oltre la presunzione d’innocenza garantita dalla Costituzione.
L’equivoco del mancato recupero di un credito erariale
10 Giugno 2026Ridurre il risarcimento al 30% non elimina la paura della firma e scarica sulla collettività il costo del danno.
Un’idea per le casse di previdenza?
09 Giugno 2026Il 4 giugno la Commissione bicamerale di controllo sugli enti previdenziali ha audito Confindustria Assoimmobiliare la quale ha rilasciato una relazione che dedica un capitolo alle cartolarizzazioni.
