RcAuto. Tariffe in crescita: speculazione tipica da mercato non libero
I numeri che non “giustificano” la crescita del 7,9%, considerato anche che non si registrano particolari aumenti di tasse e del costo del personale
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L’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) fa sapere, per i contratti dello scorso ottobre, che per le polizze obbligatorie Rcauto si registra un aumento del 7,9% su base annua (1).
Questo mentre gli incidenti stradali sono in calo nei primi sei mesi di quest’anno (2), intorno all’1%… e, anche se poco, meno incidenti meno rimborsi. L’inflazione di ottobre 2023 era in crescita solo dell’1,7% sullo stesso mese dell’anno prima (3).
Insomma numeri che non “giustificano” la crescita del 7,9%, considerato anche che non si registrano particolari aumenti di tasse e del costo del personale.
E quindi?
Semplicemente. le imprese hanno deciso di voler guadagnare di più, tanto chi deve pagare è obbligato a farlo. Certo l’automobilista può scegliere una compagnia piuttosto che un’altra, ma di fatto, in un mercato dove il compratore è obbligato ad esser tale, la forbice di offerte e di concorrenza è molto bassa.
È questo il mercato libero?
È sicuramente libero chi offre: le tariffe sono variegate, diverse per regioni in base all’incidentalità, ma all’interno delle specifiche zone le tariffe sono simili.
Non è libero chi acquista, vigente l’obbligo di contrarre la polizza.
Questo non è un mercato libero, ma organizzato solo per far guadagnare chi offre.
Che fare? Scartata per ovvi motivi l’ipotesi di tariffe di Stato uguali per tutti, occorre che entrambi gli attori possano scegliere, come offrire e se comprare. Occorre levare l’obbligo di assicurazione Rc-auto. Assicurarsi, per il possessore di un veicolo, deve essere una convenienza, pena l’esposizione del proprio intero patrimonio al risarcimento di un danno, dove lo Stato, per esempio, in assenza di copertura, potrebbe intervenire, come già oggi fa, con il Fondo di garanzia per le vittime della strada (reimpostato al nuovo mercato senza obbligo).
E per venire incontro a questa convenienza, chi offre l’assicurazione non avrebbe alternative ad essere all’altezza del mercato.
Crediamo che così debbano essere i mercati liberi. Pari diritti e pari opportunità. Parliamo della Luna?
1 – https://www.ivass.it/media/comunicati/documenti/2023/ivcs616.pdf
3 – https://www.istat.it/it/archivio/290797
Vincenzo Donvito Maxia – presidente Aduc
Comunicato stampa dell’Aduc
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