Il decreto sicurezza
Il decreto sicurezza presenta incostituzionalità evidenti; il Presidente potrebbe rinviarlo, ma procedure correttive e rischi di mancata conversione restano critici.
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Questa è la legge di conversione di un decreto: il Presidente della Repubblica è chiamato a promulgarla. Potrebbe rifiutare la promulgazione e rinviarla alle Camere ai sensi dell’art. 74, ma la conseguenza sarebbe la decadenza del decreto. Detto questo, il Presidente è il garante di prima istanza della Costituzione – poi c’è la Corte – e interviene nel caso di ‘manifesta incostituzionalità’: non un semplice dubbio, ma un’incostituzionalità indiscutibile ed evidente. In questo decreto l’incostituzionalità c’è. : la regalia all’avvocato viola gravemente gli articoli 3 e 24 della Carta, ovvero principio di eguaglianza e diritto di difesa attraverso la ” monetizzazione ” della avvocatura.
Se l’incostituzionalità è manifesta, il Capo dello Stato può fingere che non ci sia? L’emendamento è stato presentato in commissione il 18 marzo e approvato in Aula al Senato il 17 aprile: la maggioranza aveva un mese per correggerlo e non l’ha fatto. È stata una scelta consapevole, forse anche come reazione alla botta referendaria, di cui si colgono tracce nel verbale d’aula. Se il testo passa così, Mattarella dovrebbe rinviarlo alle Camere”.
Pare che il Governo presenterà al Capo dello Stato la legge di conversione insieme ad un decreto legge di correzione.
Ma questa procedura viola , a sua volta, la Costituzione.
E se il decreto legge di correzione della incostituzionalità della legge di conversione del decreto sicurezza, non venisse convertito ?
Mala tempora currunt !
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