Anno: XXVIII - Numero 195    
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Iscro e formazione

La Lapet plaude al nuovo decreto interministeriale e rilancia ulteriori misure migliorative.

Iscro e formazione

L’associazione ha infatti accolto con favore il decreto interministeriale del 3 settembre 2026, pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro, che dà attuazione alle novità introdotte dal DL n. 60/2024. Il provvedimento subordina l’erogazione dell’indennità alla partecipazione a specifici percorsi di aggiornamento professionale. Il nuovo decreto stabilisce che, per le domande presentate a decorrere dal 2025, il beneficiario venga iscritto d’ufficio al SIISL tramite l’INPS al momento dell’accoglimento. L’istituto informa l’interessato sulle modalità di accesso alla piattaforma per sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD). Il SIISL provvede a precompilare il curriculum vitae e il patto utilizzando i dati delle banche dati pubbliche relativi a situazione anagrafica, attività lavorative, istruzione, formazione, titoli e competenze. Per comprendere appieno la portata della novità, occorre anzitutto ricordare cos’è l’Iscro (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa): si tratta di un ammortizzatore sociale rivolto ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS che subiscono una significativa contrazione del proprio reddito professionale. Pertanto, “l’introduzione dell’obbligo formativo, associato all’indennità, costituisce un vantaggio significativo sotto due aspetti: da un lato, il professionista in temporanea difficoltà economica riceve un sostegno concreto per superare la fase critica; dall’altro, grazie ai percorsi di aggiornamento obbligatori, mantiene e innalza il proprio livello di qualificazione professionale. In questo modo, l’agevolazione diventa uno strumento strategico per rimanere altamente competitivi sul mercato, affrontando con nuove competenze la ripresa dell’attività. – ha commentato il presidente nazionale Roberto Falcone che ha aggiunto – D’altronde, l’importanza che il nuovo decreto dà alla formazione è un principio che condividiamo pienamente in quanto è da sempre che promuoviamo l’aggiornamento professionale continuo, qualificato e gratuito come strumento indispensabile per valorizzare le competenze dei tributaristi iscritti Lapet e garantire la massima tutela dei contribuenti e del mercato”.

Un ulteriore riscontro positivo da parte dell’associazione riguarda le precisazioni fornite dall’INPS (messaggio n. 1129/2026), secondo cui la mancata formalizzazione dell’iscrizione alla Gestione Separata non costituisce più un ostacolo insormontabile per l’ottenimento dell’indennità, purché i contributi siano stati versati regolarmente.

“In sede di istruttoria, numerosi soggetti si erano visti rigettare l’istanza per la sola mancata formalizzazione, pur avendo regolarmente assolto agli obblighi contributivi. Una questione che avevamo sollevato e che è stata risolta per evitare che una semplice carenza formale compromettesse i diritti del richiedente” ha spiegato Falcone.

La Lapet in definitiva, pur riconoscendo i passi avanti già compiuti, ha ribadito la necessità di introdurre ulteriori modifiche migliorative, affinchè l’Iscro possa diventare uno strumento davvero efficace, equo e rispondente alle reali esigenze dei professionisti. A tal proposito, Falcone insiste sull’allargamento della platea e maggiore flessibilità: “Occorre rivedere i parametri di accesso, per evitare che i lavoratori autonomi in maggiore difficoltà economica rimangano esclusi”. Più nel dettaglio, la proposta Lapet prevede di aumentare l’indennità dal 25% al 40% della media dei redditi del biennio precedente, innalzando contestualmente la soglia di reddito per l’accesso a 15.000 euro. Ed ancora l’associazione suggerisce che l’indennità possa essere richiesta annualmente, superando i vincoli temporali che ne limitano l’uso ciclico e equiparando così il professionista, in materia di welfare, al lavoratore dipendente. Ulteriore richiesta è la riduzione dell’anzianità di apertura della partita IVA, portandola da tre a due anni. “Solo così l’Iscro potrà trasformarsi in un ammortizzatore strutturale degno di questo nome” precisa Falcone auspicando che tali migliorie possano trovare pronto accoglimento, ricordando che parte di queste istanze sono già presenti in due provvedimenti legislativi attualmente all’esame del parlamento: la proposta di legge del CNEL: “Disposizioni in materia di welfare dei professionisti iscritti alla gestione separata presso l’istituto nazionale della previdenza sociale e misure per il consolidamento delle prestazioni di welfare” (AC 2261) e la proposta di legge per l’estensione delle tutele assicurative e sociali, la rappresentanza nel comitato amministratore della gestione e l’equo compenso (AC 2626). “Pur nella consapevolezza delle priorità che attualmente impegnano il governo e il parlamento su altre materie, la ripresa dei lavori dei citati provvedimenti rappresenterebbe un forte segnale di maturità politica: sostenere la categoria dei professionisti significa investire in un settore fondamentale della crescita del paese” ha concluso Falcone.

 

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