La competenza non è riserva
Assoprofessioni in audizione alla Camera
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La competenza non è riserva. È il principio sostenuto dalla Lapet ed accolto nell’ambito del disegno di legge recante la “Delega al Governo per la riforma della disciplina degli ordinamenti professionali” (AC 3068). Il provvedimento, approvato dal Senato, è ora all’esame della Camera presso la commissione giustizia dove, lo scorso 30 settembre, è stata audita Assoprofessioni (di cui la Lapet è socio fondatore).
“La partita sul futuro delle professioni in Italia entra nel vivo, e a dettare la linea è il principio di chiarezza” ha commentato il presidente nazionale Lapet, Roberto Falcone, in qualità di segretario generale di Assoprofessioni. Falcone ha colto l’occasione per esprimere apprezzamento per l’attenzione riservata alle osservazioni formulate dalla confederazione nel corso dell’audizione presso il Senato.
In quella sede, infatti, l’intervento di Assoprofessioni si era concentrato sull’articolo 2, comma 1, lettera c), punto 4, laddove si faceva riferimento ad attività “attribuite alla competenza” di una o più professioni. “Un’espressione ambigua, che prestava il fianco a interpretazioni estensive e potenzialmente monopolistiche” ha aggiunto Falcone.
Anche grazie alle sollecitazioni della confederazione, il Senato ha corretto il tiro sostituendo il termine “attribuite” con “riservate”. Una modifica che, come ha ricordato Assoprofessioni nel corso della recente audizione alla Camera, non è affatto una questione di lana caprina o di pura semantica, ma un presidio di civiltà giuridica. “Un’attività può rientrare nella competenza propria di una determinata professione senza essere, per ciò stesso, riservata ai soli iscritti al relativo albo o ordine” ha ribadito Falcone.
Assoprofessioni ha inoltre richiamato i paletti fissati dall’Unione Europea con la direttiva (UE) 2018/958. “Il nostro obiettivo è ricordare al legislatore che ogni eventuale restrizione o nuova regolamentazione dell’accesso alle professioni deve superare rigorosi test di proporzionalità. Limitare la libertà d’iniziativa economica privata, pilastro costituzionale e comunitario, non può diventare la scorciatoia per blindare fette di mercato non giustificate da reali esigenze di interesse pubblico” ha chiarito Falcone.
In definitiva, “l’auspicio è che la formulazione, così come modificata dal Senato, venga confermata e mantenuta nel testo definitivo della legge delega, nella convinzione che essa rappresenti una soluzione necessaria per evitare possibili ambiguità interpretative e per assicurare una corretta distinzione tra ciò che è riservato dalla legge e ciò che è riconducibile alla competenza di una determinata professione. Ciò a garanzia di certezza per gli operatori professionali e a tutela del mercato e della concorrenza” ha concluso Giorgio Berloffa presidente Assoprofessioni.
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