Anno: XXI - Numero 120    
Venerdì 5 Giugno 2020 ore 16:00
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Crollo del mercato immobiliare

Il 43% delle case vale meno di 100.000 euro. Secondo il rapporto del notariato: solo lo 0,20% di fabbricati acquistati supera il milione

Crollo del mercato immobiliare

La maggior parte degli scambi effettuati nel primo semestre del 2019 “riguarda immobili nella fascia di prezzo tra 0 e 99.999 euro (pari al 43,15%, cui corrisponde un +6,51%, al confronto con lo stesso periodo del 2018) e tra 100.000 e 199.999 euro (38,88%, in aumento del +2,80% rispetto al primo semestre dell’anno scorso). E’ quanto emerge dal Rapporto Dati statistici notarili (pubblicato su www.notariato.it), secondo cui “lo 0,20% delle compravendite ha per oggetto fabbricati di valore superiore al 1.000.000 euro, con una diminuzione del -2,71%”, al confronto col 2018. Nelle fasce di prezzo inferiori a 200.000 euro rientrano l’82,03% degli acquisti di fabbricati e il 49,85% di quelli di terreni agricoli, mentre per i terreni edificabili il 68,26% del totale delle transazioni è inferiore ai 40.000 euro. Non solo, sempre secondo i dati forniti dal notariato

calano anche le surroghe, pari a meno del 10% delle operazioni

In base ai Dati statistici notarili, infatti, “in particolare, i finanziamenti sui fabbricati (numericamente più significativi) risultano in calo (-0,61%) per più di 1,000 operazioni su base semestrale. Segno negativo anche per i finanziamenti relativi a terreni edificabili (-1,59%)”, si legge. “A livello regionale si assiste a un ‘rimbalzo’ della Valle d’Aosta, che dopo il trend negativo degli anni scorsi fa registrare un +37,58%: segno positivo anche per il Friuli Venezia Giulia (+8,41%), per l’Abruzzo (+8,47%) e la Calabria (+8,58%), per contro, ‘trend’ particolarmente negativi si segnalano per il Molise (-12,74%) e la Basilicata (-16,74%)”, mentre sono “sostanzialmente invariate Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna”. In calo, evidenziano i notai, inoltre, le surroghe (-25,98%), che “ormai incidono meno del 10% delle complessive operazioni di finanziamento, dato per il quale è prevista un’inversione di tendenza nell’ultima parte dell’anno. In generale, prevalgono i finanziamenti di importo fino a 150.000 euro, ma è significativo anche l’aumento dei mutui di importo compreso tra i 200.000 e i 300.000 euro”, viene, infine, precisato nel dossier.

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