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CONTRATTO DEGLI INFERMIERI C’È L’INTESA

Aumento di 240 euro al mese.

CONTRATTO DEGLI INFERMIERI C’È L’INTESA

Interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto

“Aran e tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Sanità hanno sottoscritto oggi l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027. Il contratto interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto”. Lo annuncia l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni.

Aumenti e arretrati

“Sul piano economico – comunica l’Aran – l’accordo prevede un incremento medio complessivo a regime di 209 euro lordi al mese, che sale a 240 euro per il personale infermieristico. Gli arretrati medi, calcolati al 31 ottobre 2026, ammontano a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per gli infermieri”.

L’ipotesi di accordo sarà ora trasmessa agli organi di controllo competenti per la certificazione della compatibilità economico-finanziaria, ai sensi dell’articolo 47 del decreto legislativo 165/2001. La sottoscrizione definitiva avverrà a esito positivo della procedura, precisa l’Aran che in una nota entra nei dettagli dell’intesa raggiunta. Capitolo risorse: “La legge di Bilancio ha destinato al comparto Sanità, a regime dal 1° gennaio 2027, risorse ordinarie pari a 1 miliardo e 537 milioni di euro, con incrementi progressivi già previsti a decorrere dal 1° gennaio 2025 e dal 1° gennaio 2026. A queste si aggiungono ulteriori risorse destinate a specifiche categorie di personale, in particolare a quello infermieristico: 445 milioni di euro per l’indennità di specificità infermieristica; 193 milioni per l’indennità di tutela del malato; 35 milioni per il personale operante nei servizi di pronto soccorso”.

Gli incrementi economici. “L’incremento medio complessivo a regime è pari a 209 euro mensili lordi, così composti: 145 euro derivanti dalle risorse ordinarie; 64 euro derivanti dalle risorse aggiuntive. L’incremento percentuale sull’intero triennio si attesta al 7,76%. Per alcune categorie gli aumenti sono più elevati. Per il personale infermieristico l’incremento medio raggiunge i 240 euro mensili, superando l’8%. Cresce inoltre di 100 euro l’indennità specifica riconosciuta al personale dei servizi di pronto soccorso”.

Quanto agli arretrati, “l’accordo prevede la corresponsione degli arretrati con decorrenza dal 1° gennaio 2025, che saranno riconosciuti a tutto il personale interessato. Calcolati alla data del 31 ottobre 2026, gli importi medi sono pari a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per il personale infermieristico”.

Tutte le novità

L’Aran evidenzia le principali novità previste dall’accordo. “Il contratto introduce per la prima volta un Titolo interamente riservato all’intelligenza artificiale. Le aziende e gli enti che intendano introdurre sistemi di Ia o algoritmi automatizzati incidenti sul rapporto di lavoro dovranno fornire al dipendente un’informativa preventiva sulle finalità e sugli ambiti di utilizzo, sui dati trattati, sul livello di accuratezza e di cybersicurezza dei sistemi e sulle possibili ricadute sull’organizzazione del lavoro e sulla valutazione della performance. È esclusa – puntualizza l’agenzia – ogni decisione prevalentemente o esclusivamente automatizzata su atti che producano effetti giuridici o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro, senza un congruo intervento umano. Al dipendente è inoltre garantito il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi utilizzati. Restano ferme, e non delegabili ai sistemi di intelligenza artificiale, la responsabilità dirigenziale e quella dei titolari dei poteri decisionali. I riflessi dell’Ia sull’organizzazione dei servizi rientrano inoltre tra le materie della contrattazione integrativa”.

“Il contratto – prosegue l’Aran – aggiorna anche l’ordinamento professionale, con la creazione di nuovi profili, tra cui quello dedicato alla cybersicurezza, e ristruttura il sistema degli incarichi per valorizzare il merito e le competenze specialistiche”. Ancora, “le disposizioni intervengono sulle relazioni sindacali, sulle progressioni economiche e sulle nuove tutele per il benessere dei dipendenti, con permessi specifici per le malattie gravi e misure di sostegno alla genitorialità”. Infine, “il contratto definisce le modalità del lavoro a distanza e della formazione strategica, confermando la centralità dell’aggiornamento professionale continuo nel settore sanitario”.

‘Firmiamo il contratto degli infermieri, ma male fondi a pioggia’ Il commento del segretario del sindacato Bottega

“Le maggiori tutele normative che migliorano il profilo professionale dell’infermiere, le modifiche da noi richieste e incassate sul calcolo della retribuzione durante le ferie e sul diritto alla mensa, insieme alle novità organizzative e ai seppur limitati passi avanti sul piano economico hanno alla fine orientato la nostra decisione a favore della sottoscrizione della pre-intesa.

Confermiamo ancora una volta che per infermieri e ostetriche viaggiamo su una media di 240 euro di aumento (si va da 223 a 243 euro circa), una equiparazione delle due categorie che ci trova d’accordo.

Non possiamo invece condividere minimamente la decisione, contro la quale ci siamo opposti fino all’ultimo, di sottrare al personale di Pronto soccorso l’indennità di disagio, solo perché già percettore dell’indennità di Ps”, spiega.

“Non si è mai visto, infatti – attacca il segretario – che un contratto tolga anziché dare risorse ai lavoratori. Contestiamo dunque il principio, ma anche la ratio che emerge da questa scelta, voluta da alcune sigle, e cioè appiattire il salario accessorio attribuendo a tutti i ruoli e profili lo stresso valore. Le reali esigenze dei professionisti più disagiati sono state sacrificate sull’altare di una distribuzione a pioggia di risorse”. Bene per il Nursind, invece, le novità sul sistema degli incarichi e i due giorni in più di ferie che guadagnano i neoassunti, così come l’inquadramento ad hoc per i laureati magistrali in Scienze infermieristiche specialistiche e le 150 ore di diritto allo studio da fruire anche durante il tirocinio, ma pure “i passi avanti sui permessi per visite specialistiche ed esami diagnostici, oltre all’estensione delle ferie e dei riposi solidali per accudire il coniuge e parenti e affini di secondo grado, oltre che per gli stessi professionisti che hanno subito aggressioni”. Adesso, chiosa Bottega, “il nostro obiettivo è la prossima Legge di Bilancio. Chiederemo al ministro Orazio Schillaci di portare avanti con il ministero dell’Economia la nostra richiesta: detassare il lavoro notturno e i festivi, proprio come già avviene per i lavoratori del privato”.

 

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