Cassa forense. Su vincolo a investimenti, 'tutelare il risparmio degli iscritti'
Per il presidente della Cassa nazionale forense Nunzio Luciano occorre valutare bene le condizioni del mercato delle start-up e dei fondi di venture capital, per non mettere a rischio il risparmio previdenziale degli avvocati
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“Siamo disponibili ad investire, come già facciamo, nell’economia reale del Paese, nell’innovazione e nelle Piccole e medie imprese (Pmi)”, però “occorre valutare bene le condizioni del mercato delle start-up e dei fondi di venture capital, per non mettere a rischio il risparmio previdenziale degli avvocati”.
Così il presidente della Cassa nazionale forense Nunzio Luciano giudica la norma contenuta nella bozza del Decreto crescita, che vincola le esenzioni fiscali per gli investimenti degli Enti pensionistici privati alle operazioni finanziarie che prevedano vada “almeno il 3,5% degli attivi in quote, o azioni di Fondi per il venture capital”.
Il primo obiettivo è “tutelare gli iscritti: usufruire di una detassazione è sicuramente importante”, però “noi dobbiamo ottenere una giusta redditività” per assicurare il pagamento delle prestazioni.
La Cassa di previdenza forense, a cui sono iscritti oltre 240.000 professionisti, stando ai dati del Bilancio di previsione per il 2019, approvato alla fine dello scorso anno, ha stimato il proprio patrimonio in crescita fino alla soglia dei 12,8 miliardi di euro (dagli 11,9 correnti) e ricavi per un ammontare complessivo di un miliardo e 927 milioni.
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