BOCCIATO IL TAGLIO AI COMPENSI
La Consulta stoppa la riduzione automatica per i tecnici di parte.
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La Corte costituzionale interviene ancora sul sistema del patrocinio a spese dello Stato e cancella la riduzione automatica dei compensi quando le tariffe non sono state adeguate. Con la sentenza n. 179/2025, depositata il 2 dicembre, la Consulta ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 130 del DPR 115/2002 nella parte in cui consente di dimezzare i compensi dei consulenti tecnici di parte anche in presenza di parametri non aggiornati come imposto dall’art. 54 dello stesso Testo unico.
La questione era stata sollevata dal Tribunale di Torino dopo il ricorso di un CTP che si era visto ridurre il compenso della metà. Per i giudici costituzionali, l’automatismo produce un effetto irragionevole: se le tariffe sono già “sproporzionate per difetto”, il taglio ulteriore compromette la coerenza del sistema e finisce per incidere sul diritto di difesa, in violazione degli articoli 3 e 24 della Costituzione.
Un principio, quello della salvaguardia dei parametri, già affermato dalla Corte nella precedente sentenza n. 16/2025. E sebbene i compensi degli avvocati siano stati nel frattempo aggiornati, la Consulta sottolinea che il meccanismo di riduzione automatica può comunque generare effetti distorsivi. Una criticità evidenziata anche dalle Camere Civili che, nel comunicato del 3 dicembre, ricordano come “sia irragionevole chiedere agli avvocati di farsi carico dei costi strutturali della giustizia, indebolendo la tutela dei più fragili”.
La decisione apre ora la strada a un riassetto complessivo del sistema, chiamando il legislatore a ristabilire un equilibrio fra sostenibilità pubblica e adeguatezza delle prestazioni professionali.
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