Spero che nel centrosinistra ci siano le primarie, sì al voto digitale
L'ex direttore dell'Agenzie delle Entrate, Ruffini, in campo per la costruzione di un movimento politico nel centrosinistra: "Non è serio che il campo largo si divida su politica estera e economia".
In evidenza
“Temo che non si capisca che le primarie, prima ancora che un mezzo per selezionare un candidato, sono soprattutto uno strumento di partecipazione popolare. Spero ci siano”. Così Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e promotore dei comitati Più Uno, parlando delle primarie di coalizione del centrosinistra, in un’intervista al Resto del Carlino.
“Non è serio – ha aggiunto – che il campo largo, con un contesto internazionale di tale delicatezza, presenti in Parlamento mozioni distinte. Essere divisi sulla politica estera significa non avere una visione di Paese. E questo vale per la politica estera come per la politica di sviluppo economico”.
Commentando l’intervento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Venezuela e le sue minacce alla Groenlandia, Ruffini ha detto che, a suo parere, “siamo davanti a una grave rottura dell’idea di ordine internazionale che avevamo. Il dato politico per noi più rilevante, però, riguarda l’Europa. Come Italia, Germania, Francia e assieme come Unione siamo rimasti spettatori”.
Parlando del voto digitale, come strumento per favorire la partecipazione elettorale, Ruffini ha aggiunto: “Oggi col telefono apriamo un conto in banca, effettuiamo pagamenti, riceviamo referti e presentiamo la dichiarazione dei redditi. È mai possibile che non troviamo un modo anche per votare garantendo la segretezza e l’individualità del voto?”.
Altre Notizie della sezione
Il campo largo festeggia il No e guarda alle Politiche: Schlein promette unità e apre alle primarie.
27 Marzo 2026Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, le opposizioni si ritrovano in piazza a Roma e provano a trasformare i 14,7 milioni di voti contrari in una base politica comune contro il governo Meloni.
La mossa di Meloni: dopo il ‘repulisti’ punta al rilancio dell’agenda di governo
26 Marzo 2026Le dimissioni di Daniela Santanchè non dovrebbero portare ad un rimpasto nell'esecutivo.
Giorgia Meloni non ha semplicemente perso il referendum. Ha perso il Quirinale.
25 Marzo 2026La scommessa politica di Palazzo Chigi, in caso di vittoria, avrebbe consentito la modifica della legge elettorale col favore dell'elettorato.
