Il peggiore 25 aprile
A Roma coppia Anpi ferita da uomo armato di pistola a piombini; aggressioni a bandiera ucraina e Brigata ebraica a Milano un manifestante ha urlato loro, "siete solo delle saponette mancate".
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Un 25 aprile molto partecipato, ma puntellato da contestazioni pesantissime e macchiato da un episodio di violenza. A Roma e Milano i casi più lampanti. Era appena finito il corteo per il 25 aprile, a Parco Schuster, uno dei luoghi simbolo della Resistenza di Roma, quando in pochi attimi si è verificato l’impensabile. Un soggetto in moto con casco integrale e tuta mimetica, non ancora identificato, ha esploso tre colpi da una pistola a piombini, ferendo in modo lieve due manifestanti, marito e moglie. I due indossavano il fazzoletto dell’Anpi. Dalle prime ricostruzioni fatte dalla Polizia, secondo quanto apprende HuffPost, sembra mirasse proprio a loro. Sono in corso degli accertamenti e la Digos di Roma, dopo aver vagliato le telecamere, sta per presentare un’informativa alla procura. L’ipotesi di reato dovrebbe essere quella di lesioni aggravate. Dato il contesto, non si può escludere che il fascicolo vada nelle mani dell’antiterrorismo. In queste ore in cui sono in corso indagini per ricostruire chi fosse l’autore del gesto, tutti gli scenari restano aperti. I due manifestanti sono stati feriti in modo lieve e per loro non c’è stato bisogno di un passaggio in ospedale. Sono però scioccati, come i testimoni. Come la città di Roma. A memoria non si ricordano episodi simili nella storia recente. E se dovesse essere confermato che il soggetto che era in moto ha sparato contro quelle due persone in quanto antifasciste e partecipanti al corteo del 25 Aprile lo scenario sarebbe piuttosto grave.
In serata il commento di Giorgia Meloni. “Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; Cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; La Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”. Non una parola sugli spari a una coppia dell’Anpi a Roma.
Unanime la condanna del centrosinistra. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, parla di “episodio gravissimo” che “colpisce una giornata simbolo per i valori democratici del nostro paese”. Per il presidente dell’Anpi di Roma, Marina Pierlorenzi: “Quando si spara e si comincia a sparare non va mai bene c’è qualche cosa di cui bisogna profondamente preoccuparsi e bisogna che questo governo che fa decreti Sicurezza che non servono a niente dia invece la sicurezza a tutti i cittadini e le cittadine di poter stare tranquillamente in una piazza come questa a festeggiare quella che è la festa di tutti gli italiani e che ha consentito anche a loro di poter governare in Italia”.
Il tema della sicurezza si pone a Roma, come a Milano. Sempre nella capitale, in mattinata, il presidente di +Europa, Matteo Hallissey, è stato aggredito da militanti dei collettivi con lo spray urticante, perché aveva con sé una bandiera dell’Ucraina. A Milano vittima di contestazioni, al punto da dover lasciare il corteo, è stata la Brigata ebraica. I rappresentanti della comunità ebraica hanno subito insulti da alcuni manifestanti. Uno, in particolare, secondo il racconto di Emanuele Fiano, ha urlato loro “siete solo delle saponette mancate”. Dopo una trattativa lunga due ore, la Polizia ha invitato lo spezzone della Brigata ebraica ad allontanarsi dal corteo. Una scelta che viene ritenuta dagli esponenti della comunità sintomatica di un problema nella gestione della sicurezza. Alcuni di loro, tra cui il consigliere di Azione Daniele Nahum, sono andati a parlare con il questore di Milano. Al quale è stata contestata la gestione della piazza: “Non dovevamo deviare noi, la Polizia avrebbe dovuto garantirci il diritto di manifestare. Una cosa del genere non succedeva dal 1938”, spiega a HuffPost Nahum. La tesi della questura è che a bloccare lo spezzone della comunità ebraica fossero troppe persone: non le solite poche centinaia, ma almeno 2mila (sulle 100mila totali scese in piazza per commemorare la Liberazione). In questo contesto sarebbe stato difficile, secondo la Polizia, mantenere l’ordine pubblico.
La delegazione della comunità ebraica ha avuto un confronto telefonico con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, e il capo della Polizia Vittorio Pisani: “Quando siamo entrati il questore era al telefono con Pisani che mi ha voluto parlare”, ha spiegato Emanuele Fiano. La conversazione è stata centrata sul “fenomeno nuovo in larga scala diffuso” di antisemitismo “che non può essere trattato come il solito. Anche con il ministro abbiamo avuto lo stesso colloquio: sarà qui martedì al memoriale della Shoah. Bisogna aprire una riflessione su cosa si può fare” e iniziare a pensare alla manifestazione del prossimo anno “da domani. Non si può far finta di niente”. La parlamentare del Partito democratico Lia Quartapelle ha annunciato un’interrogazione a Piantedosi: “Credo che sia gravissimo che la Questura, dopo gli ultimi anni e dopo quanto è successo oggi a Roma e Bologna, non abbia predisposto un sistema di sicurezza in grado di far sfilare le persone con i simboli ebraici in sicurezza. È una ferita per Milano e per gli antifascisti”.
Walker Meghnagi, Presidente comunità ebraica sbotta di Milano l’Anpi “è dietro tutto questo, l’Anpi ha organizzato tutto questo perché sin dall’inizio aveva detto ‘no agli ebrei al corteo. Siamo stati espulsi, cacciati dal corteo, in un modo assurdo, vergognoso. Siamo italiani – ha aggiunto – di religione ebraica e siamo andati a onorare i caduti che hanno liberato l’Italia”, ha proseguito Meghnagi. Quello che è successo ieri è, potrei dire, un colpo di stato. Ed è andata bene perché poteva andare molto peggio”, ha aggiunto. Il presidente della comunità ebraica ha replicato anche alle parole del presidente nazionale Anpi Gianfranco Pagliarulo, secondo cui sarebba “provocatorio dire che l’Anpi vuole favorire l’antisemitismo. Meghnagi vuole aumentare tensioni” “Non è vero niente – ribatte Meghnagi – Abbiamo rispettato tutte le regole. Le bandiere israeliane c’erano, ma nessuno aveva detto di non portarle. Basta chiederlo alle forze dell’ordine”.
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