Elly Schlein ha un piano: l'ammucchiata last minute
Conte rilancia l'estate del "no armi", i riformisti del Pd si sentono sempre più un corpo estraneo, l'area centrista è una babele.
In evidenza
Ma la segretaria del Pd tira dritto navigando a vista, convinta che la resilienza tra i marosi sia la tattica vincente: è lei alla guida del partito con più voti, che il leader si decida alle primarie o alle urne. E alla fine tutti saliranno a bordo della coalizione per non perdere posti e fette di potere
Non potendo ancora sfidare Elly Schlein, il leader del M5s Giuseppe Conte dovrà vedersela lunedì sera con Francesco Boccia. Un dialogo tra pugliesi, a Bisceglie, tra il presidente dei Cinque stelle e quello che è considerato il principale consigliere della segretaria dem. Il tema è quello di sempre: chi farà il leader della coalizione?
Schlein è convinta che alla fine sarà lei. Di fronte agli appelli, alle critiche, alle provocazioni, per ora, lei dissimula, alla maniera del Romano Prodi della formidabile imitazione di Corrado Guzzanti: “Sono fermo qua, fermo con un semaforo”. Fa parte della sua strategia. “Io sono testardamente unitaria perchè ce lo chiede la nostra gente”, ripete ossessivamente, anche oggi ospite a L’Aria che tira su La7. Schlein non si cura dei movimenti intorno a lei: da ultimo un editoriale del direttore del Fatto Marco Travaglio, molto ascoltato tra i M5s, che è suonato come un ultimatum: se il Pd dirà sì al riarmo e confermerà il sostegno di Kiev, allora separati in casa, insieme ma divisi.
La risposta di Schlein è stata quasi un atto dovuto, un’intervista al Foglio in cui fissava l’impegno a sostenere “con ogni mezzo necessario” la resistenza dell’Ucraina, quindi anche con le armi. Intervista molto apprezzata dall’ala riformista del suo partito. “È importante che lo dica con questa nettezza. Questa è e rimane la linea del Partito Democratico. Amici del campo largo, prendete nota”, festeggia ad esempio l’europarlamentare Giorgio Gori.
Gli amici Cinque Stelle e Avs, prendono nota. Sotto il capitolo “doglianze”. Prova ne è un secondo editoriale di Travaglio, più netto ancora: se l’alternativa alla “padella” Meloni è la “brace” Schlein, allora meglio la padella. Meglio andare da soli, dice.
Valutazioni in casa Pd? “Se ci mettiamo a rincorrere queste prese di posizione non ne usciamo più. A noi risulta che Conte non la pensi così. Al momento opportuno, questi temi verranno risolti”, spiega chi è vicino alla segretaria. Dalla sede del partito a largo del Nazareno invitano a separare i piani. Sul programma ci sarà un momento di confronto, a settembre, per arrivare a una piattaforma comune. “Affineremo un programma, ma non partiamo da zero, sono tre anni che facciamo proposte insieme e in Parlamento. Ho chiesto che si faccia un percorso partecipato, in mezzo alle persone, non chiuso nelle stanze”, dice Schlein.
Sul piano della leadership, invece, la segretaria è convinta di poter arrivare fino in fondo, facendo valere Il ruolo che riveste. “Lei è la segretaria del principale partito del centrosinistra. Alla prova dei fatti, questo conterà, perchè sarà chiaro che la vera alternativa è tra Meloni e Schlein”, dice all’Huffpost chi lavora a stretto contatto con lei. Il percorso è tracciato: se passerà la riforma elettorale che obbliga a indicare un candidato premier, sarà obbligatorio fare le primarie. E Schlein ci sarà. Altrimenti, varrà il principio che già vale per il centrodestra, e cioè chi prende un voto in più nelle urne esprimerà il premier. Questa è la base dell’accordo con Conte.
I sondaggi danno la partita delle primarie aperta, anche se qualcuno segnala Conte avvantaggiato perché sul no al riarmo riuscirebbe a convincere una parte del Pd, oltre a M5s. A Schlein non sfuggono inoltre i movimenti che puntano a promuovere un terzo uomo, e tra i più gettonati c’è Franco Gabrielli, proposto dall’area centrista. Ma Schlein su questo la pensa come Matteo Renzi, che a quanto pare è tra i leader con cui si confronta più spesso. “Bisogna vedere come si arriverà alla fase decisiva. Nel frattempo, bisogna tenere l’orizzonte più largo possibile”.
Altre Notizie della sezione
Quando si usano i figli per fini politici Lo slogan choc del Pd sulla giustizia.
27 Luglio 2026La campagna sembra avere prodotto un effetto opposto a quello cercato.
L’ultima scomposta battaglia di Salvini senza i suoi consiglieri
24 Luglio 2026La riforma della legittima difesa e la candidatura di Roggero: due idee strampalate a cui i suoi azzeccagarbugli avrebbero detto no, e allora lui le fa senza di loro.
Il patto segreto tra Conte e Franceschini per spartirsi Chigi e Quirinale
23 Luglio 2026Sul piatto le primarie, fortemente volute dal leader M5s, e l’allargamento a Renzi. L’ex ministro potrebbe aprire all’Avvocato in cambio di un appoggio alla corsa per il Colle.
