Anno: XX - Numero 207    
Venerdì 6 Dicembre 2019 ore 16:00
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Prescrizione: nuova protesta dei penalisti

Gli avvocati presentano una campagna social e dal 2 al 7 dicembre è in programma una maratona oratoria

Prescrizione: nuova protesta dei penalisti

Una campagna social è stata presentata oggi a Roma, e la maratona oratoria, già annunciata, che vedrà alternarsi per una settimana, dal 2 al 7 dicembre, in piazza Cavour a Roma, centinaia di avvocati provenienti da tutta Italia per raccontare ‘la verità sulla prescrizione‘. Sono le due iniziative, insieme con un nuovo pacchetti di scioperi, organizzate dai penalisti che tornano a far sentire la propria voce contro la riforma, voluta dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nella legge spazzacorrotti, e la cui entrata in vigore è prevista il prossimo 1 gennaio. «La prescrizione senza fine è come un ospedale con liste d’attesa interminabili» è il tema del primo post della campagna social che il presidente dell’Unione delle camere penali, Gian Domenico Caiazza, ha affidato allo studio di comunicazione The Skill, e che sarà presentata alla stampa lunedì alle 15.30 presso la sede dell’Ucpi a Roma. L’obiettivo è quello di convincere il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a sospendere per il momento l’entrata in vigore di un provvedimento legislativo che, secondo gli hashtag della campagna social trasformerài cittadini italiani in #ostaggipersempre. La riforma, infatti, a giudizio dei penalisti, con lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado, renderà impossibile assicurare, sia all’imputato sia alla vittima di un reato,un processo che abbia una ”ragionevole durata” come invece stabilisce l’articolo 111 della Costituzione. Una posizione che sarà al centro anche della maratona oratoria, con un palco davanti alla Corte di Cassazione, nei giorni dello sciopero proclamato dal 2 al 6 dicembre, per spiegare all’opinione pubblica «la verità sulle cause della durata irragionevole dei processi e su come diventeremo tutti ostaggi a vita dello Stato con l’abolizione della prescrizione».

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