Il Parlamento legiferi sul fine vita con lucidità e rispetto di tutte le sensibilità
Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco intervenendo alla Camera a una iniziativa sul tema del Fine vita.
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“L’avvocatura si sta interrogando con attenzione e responsabilità sul tema del fine vita, una questione complessa che coinvolge non solo la sfera personale dell’individuo, ma anche tutto il suo nucleo familiare e relazionale. Il dibattito pubblico su questo tema, oggi più che mai, necessita di un confronto serio e rispettoso tra le diverse sensibilità. Non si tratta soltanto di un problema etico, medico o psicologico: il fine vita è, a pieno titolo, anche una questione giuridica. In questo contesto, il Cnf ha avviato con una società di ricerca una indagine per comprendere il sentiment dell’avvocatura su questo tema delicato. I dati sono attualmente in fase di analisi e offriranno spunti preziosi per un contributo consapevole alla riflessione in corso. Attendiamo che il Parlamento affronti questa materia con la necessaria lucidità e con il rispetto dovuto a tutte le considerazioni politiche, religiose, morali ed economiche che la attraversano.
Da parte nostra, riteniamo che l’avvocatura possa e debba offrire il proprio contributo, ponendosi come voce dei diritti e promuovendo una riflessione che metta al centro la dignità della persona e la tutela delle sue libertà fondamentali”.
Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale forense Francesco Greco intervenendo oggi alla Camera a una iniziativa sul tema del Fine vita organizzata dal quotidiano Il Dubbio, moderata dal direttore Davide Varì, con gli interventi di monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, del giurista Lorenzo d’Avack, del vicepresidente della Fondazione dell’Avvocatura italiana Vittorio Minervini, della deputata Michela Di Biase (Partito Democratico) e del senatore Pierantonio Zanettin ( Forza Italia ).
Consiglio Nazionale Forense
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