Anno: XX - Numero 144    
Venerdì 2 Agosto 2019 ore 16:00
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I giovani avvocati denunciano l’inefficacia della riforma sulla riduzione del periodo di sospensione feriale

Il Presidente Vermiglio: «La riforma voluta da Renzi nel 2014, che ha ridotto i termini feriali a 30 giorni, non ha portato i vantaggi sperati»

I giovani avvocati denunciano l’inefficacia della riforma sulla riduzione del periodo di sospensione feriale

I Giovani Avvocati vista la recente delibera del CSM che ha introdotto il “periodo cuscinetto” – rideterminando le modalità organizzative relative al periodo feriale dei magistrati – denuncia l’inefficacia della riforma voluta dal governo Renzi con il D.L. n. 134/2014 che ha, da un lato, ridotto a 30 giorni il periodo di sospensione feriale dei termini processuali e, dall’altro, ridotto a 30 giorni anche il periodo di ferie dei magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, nonché degli avvocati e procuratori dello Stato. Quella che indebitamente era definita dal mondo politico “la chiusura delle aule giudiziarie” (nella realtà, i Tribunali non chiudono mai) era nata con lo scopo di consentire ad avvocati e procuratori un periodo di effettivo riposo nel periodo feriale. Fin dalla sua entrata in vigore, tuttavia, i Giovani Avvocati hanno denunciato le evidenti lacune della riforma: aumento dei disagi per gli avvocati che, a fronte della riduzione dei termini di sospensione feriale, si sono visti costretti a far fronte alle tante scadenze nel ristretto periodo estivo, senza godere di alcun reale vantaggio, con una prevedibile e pericolosa  compressione del diritto di difesa nei confronti dei loro assistiti. Secondo l’avv. Simona Tarantino, rappresentante della Conferenza degli Eletti di Aiga, «ad aggravare un quadro così disastroso interviene la carenza di organico nei Tribunali di tutta Italia che, ancora oggi, fa registrare continue battute d’arresto del sistema Giustizia. La mole di lavoro per gli operatori di giustizia e, di conseguenza, la durata dei processi, nonostante la modifica del periodo di sospensione feriale dei termini processuali, non ha subito alcuna riduzione, a fronte di risorse umane limitate su tutto il territorio nazionale». «È davvero stucchevole che alcuni organi di stampa presentino questo provvedimento come un nuovo periodo di vacanza per gli avvocati, dal momento che la delibera non sospende alcuno dei termini al cui rispetto noi legali siamo tenuti. Credo sia giunto il momento di avere il coraggio ed andare incontro alle concrete esigenze dell’Avvocatura – sostiene il Presidente nazionale, Alberto Vermiglio – affermando la necessità di ritornare la passato e reintrodurre, quindi la sospensione feriale sino al 15 settembre, per garantire le parti processuali ed i loro difensori».

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