Giustizia, Bongiorno spinge sulle carriere separate: «Nessuna punizione, ma regole chiare»
La presidente della Commissione Giustizia al Senato difende il ddl Nordio al congresso della Lega: «Ricordiamo le chat di Palamara per costruire il futuro».
«Abbiamo presentato una mozione sulla riforma costituzionale della giustizia, perché forse non tutti ne hanno compreso l’importanza». Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia del Senato, ha preso la parola stamani al congresso della Lega che rinnoverà il mandato da segretario a Matteo Salvini, per illustrare la mozione che ha presentato assieme al deputato e compagno di partito Jacopo Morrone per chiedere a tutto il Carroccio di sostenere con forza e senza esitazioni il ddl costituzionale presentato dal Guardasigilli Carlo Nordio, che prevede – tra le altre cose – la separazione delle carriere per giudici e pm e l’introduzione del sorteggio per la composizione del Csm.
«Quando sento dire che la riforma sulla giustizia è punitiva – ha spiegato Bongiorno -, si dimentica una cosa: se è vero che nessuno della Lega si è mai sognato di punire la magistratura, posso dire che, da alcune chat, emerge che non è vero il contrario». Tra gli applausi scroscianti della platea e dello stessi Salvini, seduto in prima fila, Bongiorno ha quindi letto alcune delle intercettazioni delle chat dell’ex-presidente dell’Anm Luca Palamara, nelle quali alcuni magistrati convenivano sulla necessità di attaccare l’allora ministro dell’Interno.
«Ricordatevi il passato .
-, ha detto Bongiorno dal palco – che è la torcia che ci permette di vedere il presente e programmare il futuro. E nel passato è stata scolpita una chat che va tenuta sempre in tasca in cui un magistrato dice: !Mi dispiace dover dire che non vedo dove Salvini stia sbagliando, illegittimamente si cerca di far entrare persone in Italia e il ministro interviene perché questo non avvenga. Cosa sta sbagliando? Palamara, hai ragione ma ora bisogna attaccarlo”. Non fate cadere in prescrizione questi ricordi», ha aggiunto Bongiorno, che ha difeso Salvini nel processo Open Arms.
«In queste chat si vede quello che vogliamo cambiare: attaccare Salvini anche se ha ragione anche se difende i confini – ha sottolineato -. Ma il confine non è uno strumento razzista, è qualcosa che dobbiamo difendere perché è lo scudo della pace. Senza controlli e senza confini ci sarebbe caos e violenza». Bongiorno è stata anche incaricata, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, di difendere lei e gli altri esponenti del governo per i quali è stato aperto un procedimento presso il tribunale dei ministri per la vicenda Almasri. Il testo Nordio è stato approvato in prima lettura alla Camera e ora è in esame in commissione a Palazzo Madama.
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