Anno: XXI - Numero 165    
Venerdì 7 Agosto 2020 ore 16:00
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Cadiprof e la sfida del Covid

Come reagisce una Cassa di Assistenza Sanitaria Integrativa all’emergenza Coronavirus? Ne abbiamo parlato con Gaetano Stella, Presidente di Cadiprof.

Cadiprof e la sfida del Covid

Cadiprof è la Cassa di Assistenza Sanitaria Integrativa per i Lavoratori degli Studi Professionali: è presieduta da Gaetano Stella, numero uno di Confprofessioni, e vede oltre 80mila studi professionali iscritti, per 121mila lavoratori assistiti. Nell’ambito del piano sanitario, ha erogato 657mila prestazioni, con più di altre 31mila erogate in forma diretta nel “pacchetto famiglia”. Domanda. Presidente Stella, i numeri di Cadiprof sono particolarmente importanti. R. Negli studi professionali dipendenti e professionisti sono legati a doppio filo e lavorano fianco a fianco. Questo rapporto quotidiano rende naturalmente il dialogo più diretto ed è quindi normale che ci sia un continuo confronto per comprendere e soddisfare le rispettive esigenze. Uno scambio tanto più utile e proficuo in un momento critico come questo. D. Come avete reagito allo scoppio della pandemia di Covid-19? R. L’obiettivo di Cadiprof sin dai primi, concitati giorni dell’emergenza è stato quello di sostenere i propri iscritti con iniziative concrete. Da subito è stato attivato un servizio di prima assistenza: in caso di situazione sospetta (come febbre, tosse, problemi respiratori) gli iscritti hanno potuto accedere al “Teleconsulto medico Covid-19”, un canale di comunicazione diretto con un team di medici per le prime informazioni operative sulla gestione dei sintomi. Nel pieno dell’emergenza è stata inoltre attivata la “Diaria per Covid-19”, un’indennità di 40 euro per ogni notte di ricovero, e un’indennità di 40 euro per ogni giorno di isolamento domiciliare. D. L’emergenza ha colto tanti impreparati: anche per questo la Fase 1 è stata segnata da forte confusione. R. Confprofessioni ha messo in campo da subito un piano di emergenza straordinario da oltre 8 milioni di euro per tutelare liberi professionisti e dipendenti degli studi con servizi e prestazioni mirate. Ma la pandemia è un evento imprevedibile, che provoca un fisiologico disorientamento iniziale. Anche per questo Cadiprof, in collaborazione con PLP (Associazione Psicologi Liberi Professionisti), ha avviato un progetto di assistenza psicologica per la gestione, anche in video consulto, delle situazioni più difficili legate all’emergenza sanitaria: dal superamento del disagio legato a isolamento e distanziamento sociale all’elaborazione dei lutti familiari. D. Come vi siete preparati alla Fase 2? R. Tutelare la salute di tutti è stata la nostra priorità. A inizio maggio, con l’avvio della Fase 2, Confprofessioni ha pubblicato le linee guida per la salute e sicurezza di datori di lavoro, dipendenti e clienti negli studi professionali. Un documento in dodici punti che fornisce i chiarimenti per l’applicazione del “Protocollo sulle misure per il contrasto e il contenimento del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto lo scorso 24 aprile tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero del Lavoro, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero della Salute e le parti sociali, tra cui Confprofessioni. Modalità di ingresso in studio di lavoratori, clienti e fornitori, norme di pulizia e sanificazione dello studio, sorveglianza sanitaria sono alcuni dei punti chiave delle nostre linee guida disponibili gratuitamente anche sulla app BeProf. D. Ecco, approfondiamo l’argomento BeProf: come nasce l’idea di una app dedicata ai liberi professionisti? R. BeProf è la prima piattaforma digitale per i liberi professionisti progettata e realizzata da Confprofessioni per rispondere in modo concreto e tangibile alla crescente domanda di welfare, salute, formazione e informazione per la gestione e l’organizzazione dell’attività professionale. Con un click si accede a una serie di servizi e opportunità rivolte ai professionisti, tra cui la possibilità di acquistare tutte le coperture volontarie di assistenza sanitaria integrativa. Nei mesi di lockdown è stato uno strumento fondamentale per tenere viva la community dei liberi professionisti e offrire servizi su misura per affrontare l’emergenza: ad esempio l’accesso, con condizioni agevolate, ai prestiti fino a 50 mila euro garantiti da Fidiprof, il confidi di Confprofessioni, e Banca Igea. D. Quali sono le altre misure per la ripartenza? R. Cadiprof adatta continuamente le proprie proposte alle esigenze della popolazione degli studi professionali. Abbiamo da poco lanciato il programma “Sicurezza negli studi” che consente a professionisti e dipendenti di effettuare un test sierologico quantitativo gratuito per la ricerca degli anticorpi anti virus Sars-Cov-2 e un tampone in caso di positività. D. Presidente, durante la sua partecipazione agli Stati Generali dell’Economia indetti dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha affermato di temere le conseguenze che la pandemia lascerà sul tessuto professionale italiano. Quali sono le sue previsioni per il futuro? R. Ho voluto portare all’attenzione del Governo la pesantissima condizione in cui si trovano oggi i lavoratori indipendenti, travolti da una crisi che ha ne già lasciati circa 190mila senza lavoro. Attraverso Ebipro, l’ente bilaterale degli studi, abbiamo attivato un servizio di sostegno al reddito, integrativo rispetto agli ammortizzatori sociali del Cura Italia, e previsto un contributo per l’attivazione dello smart working, pensando specialmente alle necessità della forza lavoro femminile, che rappresenta quasi il 90% del personale dei nostri studi. È necessario però un intervento più ampio che coinvolga tutto il Paese. Al Governo abbiamo presentato un piano d’azione fondato su quattro pilastri: rafforzare il welfare, rilanciare il Mezzogiorno, sostenere il Made in Italy e investire nelle competenze, e nella formazione soprattutto dei più giovani, i più colpiti dalla crisi.

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