Anno: XXV - Numero 105    
Giovedì 13 Giugno 2024 ore 13:30
Resta aggiornato:

Home » Non ci si può indignare solo a metà

Non ci si può indignare solo a metà

Le dimissioni richieste, la sfiducia al ministro...il sussulto dell'avvocatura e la tolleranza per le rappresentanze illegali

Non ci si può indignare solo a metà

Un ministro costituzionalmente non può essere revocato dal premier, come può essere costretto a terminare anticipatamente il suo incarico? Nel nostro ordinamento lo strumento delle sfiducia.  Articolo 94 – costituzione italiana – Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d’entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. “La nostra costituzione non è chiara sull’ammissibilità dei voti di sfiducia nei confronti dei singoli ministri, ma in pratica esistono per la responsabilità che li lega individualmente agli atti dei loro dicasteri (art. 95). Una possibilità confermata dalla sentenza numero 7 della corte costituzionale del 1997; il pronunciamento era stato invocato da Filippo Mancuso, ministro della giustizia sotto il governo Dini, sfiduciato dalla maggioranza nel 1995 (primo caso della storia repubblicana). Inoltre è utile ricordare che in seguito alla prima mozione di sfiducia presentata (nel 1984 contro l’allora ministro degli esteri Andreotti), nel 1986 il regolamento della camera nell’articolo 115 fu modificato per includere quest’eventualità. La riforma precisò che la disciplina di sfiducia al governo “si applica alle mozioni con le quali si richiedono le dimissioni di un Ministro“.” Tanto premesso, continuo a manifestare apprezzamento per il sussulto di dignità del Coa palermitano, ma per gli altri Coa che eventualmente dovessero aderire a questa iniziativa meritevole di condivisione perché espressione del disgusto della categoria, mi aspetto altrettanta tempestività e coerenza da imporre gli stessi analoga procedura : richiedere agli eventuali illegali ancora presenti nei Coa, formali dimissioni dall’incarico ed analoga richiesta indirizzata ad Ocf affinché quale organo preposto per legge alla rappresentanza,  richieda le dimissioni ufficiali dei 9 membri illegali del Cnf.

Non ci si può “indignare” solo a metà…

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.